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Mar 11 luglio – Cinema di Castello – proiezione di “Binxet, sotto il confine” – ingresso gratuito

locandina per web

Arena estiva cinema di Castello – via R. Giuliani 374

Inizio della proiezione alle 21.30 (in caso di maltempo proiezione al chiuso)

Dopo la proiezione intervento e domande e risposte col regista Luigi D’Alife

Durante la serata:

- materiale informativo sul Rojava

- distribuzione e prestito libri sull’argomento

- informazioni sulle iniziative di solidarietà col Rojava

Organizza il Csa Next-Emerson in collaborazione col Cinema di Castello

Il film

Note del regista

Il trailer:   https://vimeo.com/205059760

Sab 1° Aprile – Montanti dal Basso

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La Palestra Popolare San Pietrino vi invita ad una giornata di sport popolare.

Ore 17:00:
Assemblea Nazionale del Coordinamento Cappa.
Durante lo svolgimento dell’Assemblea si eseguiranno le visite mediche preliminari (controllo del peso, misura della pressione, controllo battito cardiaco) a tutti gli atleti che si esibiranno negli incontri serali.
Ore 18:30:
Allenamento aperto di breaking BBoyng Open Practice organizzato dal  gruppo Break Dance della Palestra Popolare Sanpietrino.
Ore 19:30
Apericena Sociale.
Ore 20:00
Spettacolo con la compagnia  di cabaret Zirkus e  HOST “Collettivo Clown Milano”.
Ore 21:30                                                                                                                   Incontri di pugilato.  Esibizioni al meglio delle 3 riprese da 2 minuti l’una (3X2).
Ci sarà la giuria composta dal Coordinamento Cappa con arbitro e autoambulanza a bordo ring.
Il ring sul quale saranno svolti gli incontri sarà regolamentare 6mX6m.

Mar 19 luglio: proiezione di “If only I were that warrior” all’ arena cinema di Castello

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Proiezione all’aperto – entrata gratuita

Presenti per domande e risposte:

Giovanni Pompetti – Editor del film

Mulu – Comunità etiope di Roma, presente nel film

 

Il film

12 agosto 2012: il comune di Affile inaugura un monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, generale durante la guerra d’Etiopia del 1935 e primo vicerè della nuova colonia. La notizia raggiunge la stampa internazionale e suscita un indignato scalpore. Graziani è colpevole dell’uso delle armi chimico e del ricorso a rappresaglie e massacri della popolazione civile. Crimini di guerra per i quali non è mai stato processato e che appartengono indelebilmente alla più oscure pagine del colonialismo italiano. Le comunità etiopi di tutto il mondo si mobilitano e organizzano proteste. A 75 anni dalla caduta dell’impero italiano persiste la rimozione dei crimini dell’imperialismo fascista e del mito degli “italiani brava gente” Il film indaga su un periodo della nostra storia trascurato e deformato nei miti revisionisti,. Recupera le memorie delle comunità etiopi, raccogliendo testimonianze in Italia, Stati Uniti e d Etiopia e tenta di rispondere a tanti interrogativi:

come è possibile che Graziani sia onorato in Italia con un monumento pubblico invece che ricordato per il carnefice che era ? Come è possibile che accada in un paese nato dalla Resistenza ?

Come è possibile che si taccia sulle torture, i massacri e la gente bruciata viva nella chiese durante invasione dell’Etiopia ?

Note del regista, Valerio Ciriaci

L’idea per “If only I were that warrior” prese forma a New York nel febbraio 2013: ero andato ad una conferenza attorno al monumento a Graziani ad Affile e li’ esplose furiosa l’indignazione degli etiopi presenti all’incontro. I loro ricordi riportavano alla luce le atrocità compiute a nome del mio Paese e cancellavano la banalità del monumento.

Ho cominciato ad approfondire l’argomento. Ne ho ricavato la conferma che questo capitolo della storia nazionale continui a essere poco indagato. Trascurato dai libri di storia e deformato dai miti revisionisti.

Continuando in questa ricerca le domande sono aumentate: come può il gerarca Graziani, ricordato dagli etiopi come un carnefice, essere onorato in Italia con un monumento ? Come è possibile che questo accada in un Pese come il nostro nato dalla Resistenza e fondato sui valori antifascisti?

Quale è il rapporto tra il mito di ponti e strade costruite e la verità di gente imprigionata e bruciata nelle chiese ?

“If only I were that warrior” cerca di rispondere a questi interrogativi.

Il mio film indaga nel presente, recupera le memorie delle diverse comunità, evidenzia punti di contrasto ma anche di contatto raccogliendo testimonianze e documentazione in Italia Etiopia e Stati Uniti. A ottant’anni dall’invasione dell’Etiopia, il caso Affile ci impone di metter in chiaro il nostro passato e condividerne il peso. Spero di avviare un confronto vero e costruttivo intorno ad una Storia comune che abbiamo evitato troppo a lungo.

I premi

premi

Info sul film: http://ifonlyiwerethatwarrior.com/

Facebook: https://www.facebook.com/events/1059510850793106/

Sab 16 aprile – presentazione di “Alla fine di ogni cosa”

16-aprileSabato 16 aprile

ATTENZIONE! L’autore del libro, Mauro Garofalo ha l’influenza e ha dovuto annullare la presentazione!

Rimane confermata la serata e la cena, e al posto della presentazione proietteremo Facing Ali (di Pete McCormack, 2009): 10 rivali raccontano la loro sfida con Muhammad Ali.

NextEmerson & Palestra Popolare Sanpietrino presentano:

Ore 20.00 Cena benefit
Ore 21.30 Mauro Garofalo racconta la storia del campione del campione tedesco di
pugilato degli   anni trenta Johann Trollmann detto “Rukeli”.

A seguire Spinart tribute unity session: Sunweed + Warrior Charge + Joker Smoker Sound System (Dub & Reggae roots)

La prima volta che ho sentito il nome di Johann “Rukeli” Trollmann avevo appena finito di allenarmi al sacco. Con le mani ancora fasciate e i guantoni, appresi la vicenda del pugile a cui il nazismo aveva tolto il titolo di campione perché “zingaro”.

Per tutta risposta la volta dopo Trollmann era salto sul ring con il corpo cosparso di farina, i capelli tinti di giallo, si era lasciato battere.
Quell’uomo aveva messo in scena la sconfitta dello stesso fanatismo ariano che ora lo crocifiggeva; aveva avuto il coraggio di guardare dritto in faccia il grande male del Novecento.  Mi resi conto che quella non era una storia qualsiasi, era una sfida.  E dovevo seguirla.”