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DOM 3 MAGGIO – PRESENTAZIONE “LA RIVOLTA DEL RISO

rivolta dl riso buonaTra l’autunno del 2013 e quello del 2014 si è tenuto, a Milano, un cantiere di socioanalisi narrativa sulla condizione di chi lavora nelle imprese sociali.
Un gruppo di lavoratori e lavoratrici del settore decide di mettersi insieme e autoorganizzare una ricerca sulle proprie condizioni di lavoro.
Mette a disposizione il proprio tempo, le proprie relazioni e il sapere acquisito in anni di esperienza. La sua vera ricchezza. Tutto ciò fuori da ogni logica di mercato e dai binari seguiti dalla quasi totalità delle agenzie e dei centri studi  che in Italia vengono accreditati a fare ricerca sociale.
Dovendo dare un titolo all’esplorazione compiuta e quindi al libro, la scelta è caduta su una delle storie raccontate: la piccola rivolta di un gruppo di ragazzini ai quali, in un Centro diurno, era stato dato da mangiare del riso immangiabile.
In quel caso, l’operatore è stato indotto a sedare la rivolta ed assumere un ruolo di controllo che non era previsto esplicitamente nel suo mandato, rivolto piuttosto all’aiuto.
I “non detti” che determinano il lavoro nel sociale emergono così come il ruolo effettivo che le imprese sociali, al di là dei loro miti originari, svolgono effettivamente dopo la liquidazione dello Stato sociale.
Quello narrato nel libro è quindi un percorso originale che, oltre il suo orizzonte, lascia intravedere o quantomeno allude a una prospettiva più ampia. Come la lavoratrice o il lavoratore sociale qui impegna se stesso nella ricerca di sé, del suo senso attuale e del suo ruolo dentro una società che cambia velocemente e spiazza le convinzioni originarie intorno a cui nei decenni passati s’era imperniato il lavoro nel sociale, così anche “il lavoro sociale” come settore  del mercato del lavoro, viene chiamato in causa per ridefinire il suo profilo.
Nel libro sono presi in esame alcuni momenti critici dell’esperienza lavorativa: la soglia d’ingresso, il mandato, l’impatto con gli utenti-clienti, gli affidamenti.                                                                                                     Sono, infine, esplorate l’implicazione personale delle lavoratrici e dei lavoratori, la loro etica, le istanze istituenti e le rivendicazioni così come le domande che si aprono sull’incerto futuro di questo settore.

Sab 25 aprile – ?Alos + Bad Girl + Dubroots – O

alosSabato 25 aprile

?Alos
(OvO front entity, muse of chaos, queer metal doom)
http://www.signorinaalos.com/
https://alos.bandcamp.com/

Bad Girl
(electro noise bitch)
https://badgirl69.bandcamp.com/

Dubroots – O
(dub oriental noise)
https://soundcloud.com/afoforomusicclub/dj-fdp-dub-sankara
https://soundcloud.com/afoforomusicclub/pieros-groove

Ultima serata della stagione targata Dio Drone al CSA nEXt Emerson di Firenze, per un 25 Aprile da non dimenticare.

Di passaggio nel suo serratissimo tour torna a Firenze a quasi un anno di distanza la Signorina ?Alos, front singer degli epici OvO che sta attraversando Italia, Europa e Canada per presentare il suo nuovo album solista MATRICE, uscito da pochissimo per Cheap Satanism Records.
A dividere il palco con la musa del chaos ci saranno Bad girl [solo project electro – minimal – noise di Leonardo Granchi, musicista e sound designer] e Afoforo Music Club, duo sperimentale dub – oriental – noise che vede Jacopo e Piero [SQUARCICATRICI, L’Enfance Rouge, TSIGOTI] rispettivamente alle macchine e al contrabbasso.

Una nottata dedicata al delicato equilibrio tra suoni e rumori.
Vi aspettiamo!

Dom 26 aprile – Ribelli in paradiso

sacco-e-vanzettiFLYERLa biblioteca del NextEmerson presenta….

Domenica 26 aprile

Ribelli in paradisodi Paul Avrich
Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti.

18.30 presentazione del libro con il curatore Antonio Senta + proiezione del video dei funerali di Sacco e Vanzetti

20.30 pizza nel forno a legna!

Tradotto finalmente nel nostro paese, questo lavoro dello storico newyorkese Paul Avrich costituisce un tassello imprescindibile per la ricostruzione nel caso Sacco e Vanzetti, i due anarchici giustiziati nel Massachussets nel 1927, e per la comprensione dei fitti intrecci che li legarono al movimento anarchico di lingua italiana in Nord America.

Brugole e merletti 2015

Eccoci arrivati alla terza edizione di Brugole e merletti!
Di seguito il programma.
Tutte le info complete su http://doityourtrash.noblogs.org

programmaVen 17 aprile

Sab 18 aprile

 

Ma cos’e’ Brugole e Merletti ???

Negli ultimi cinquant’anni si e’ fatta strada nelle nostre vite un’insistente idea di progresso. Il benessere individuale si misurava in soldi, macchine e elettrodomestici, la crescente padronanza nell’uso delle tecnologie informatiche ci avrebbe affrancato dalla schiavitù del lavoro. L’informatica e la microelettronica sono state elette a scienze del futuro, i tecnici sacerdoti di una casta oscura. Eppure smontare un computer non è molto diverso da smontare un motore. La tecnologia del progresso era una tecnologia inaccessibile e lontana, determinata dall’alto e guidata da scelte di mercato. Saper lavorare la terra, conoscere i ritmi delle stagioni, essere in grado di intrecciare cesti, riparare macchine diventava il simbolo di un “vecchio mondo”. Il mondo nuovo, quello veloce e elettronico, ci avrebbe liberato: ci avrebbe dato cibo in abbondanza senza farci faticare, ci avrebbe riempito di cianfrusaglie bellissime, di plastica usa e getta, di una frivola e rilassata agiatezza.

Arrivati ad oggi pero’ è sempre piu’ difficile riuscire seriamente a sostenere l’ideologia di un progresso le cui macerie e devastazioni crescono di giorno in giorno. Abitiamo un mondo soffocato dal cemento, dalla plastica e dai rifiuti, la tecnologia, lungi dall’affrancarci, ci ha invece reso ancora piu’ dipendenti e ansiosi.
Traditi da un’idea falsa e inconsistente, ci siamo ritrovati un bel giorno spiazzati, con delle mani sempre piu’ inutili e incapaci di sopravvivere senza un supermercato aperto.
Triste è il futuro, se non impariamo da capo le conoscenze che abbiamo perso, vuote le critiche, se non alleniamo il cervello a una pragmaticità della sopravvivenza.

Dobbiamo riproporci di diventare abili in mille tecniche, utilizzare la curiosita’, ibridare le specializzazioni, recuperare le vecchie capacita’ perdute e unirle alle possibilita’ date dai nuovi strumenti. Una stampante 3D ci aiuterà a riparare un tornio, un software open source ci permettera’ di entrare nella centralina della nostra automobile..
Non e’ importante la tecnica, e’ importante l’approccio. Sporcarsi le mani imparando collettivamente e’ l’essenza dell’autogestione.