Autogestione vuol dire cura reciproca

Ovvero: alcune regole condivise per stare insieme senza mettersi in pericolo.

Ci piacerebbe, in qualche modo possiamo dire che lo pretendiamo, che chi condivide con noi gli spazi autogestiti del NextEmerson, condividesse anche il farsi carico della cura delle altre persone. Autogestione non significa assenza di responsabilità, anzi, la responsabilità è maggiore proprio perché non viene delegata.

Sono passati ormai quasi due anni dall’arrivo di questa pandemia. Alcune cose adesso ci sono più chiare, abbiamo alcuni -non tantissimi- punti fermi, abbiamo quantomeno capito abbastanza bene come si muove questo virus, come si veicola, quali sono i comportamenti rischiosi e quali no. Ci aspettiamo insomma che ognuna e ognuno modifichi le proprie abitudini valutando quando le proprie azioni potrebbero mettere in pericolo le altre persone, senza dare per scontato che chi si ha intorno abbia lo stesso nostro grado di vulnerabilità.

Contagiarsi può avere un impatto e un peso diverso e non tutti possono permetterselo: per ragioni di salute, di lavoro, di condizioni economiche e sociali. I nostri spazi non possono e non devono risultare riservati soltanto alle persone che hanno il privilegio di potersi ammalare.

Certe cose probabilmente sono scontate, ma per aiutare nella chiarezza, proviamo ad elencare alcuni comportamenti che riteniamo fondamentali:    

Quando si entra in uno spazio collettivo, facciamo prima una sincera autovalutazione del rischio:

  • ho  qualche tipo di sintomo?
  • ho da poco frequentato situazioni affollate senza precauzioni e/o ammetto che in qualche modo potrei essermi esposta al contagio?
  • ho intenzione di frequentare dopo pochi giorni persone vulnerabili e/o che potrebbero essere maggiormente esposte a rischi?

In questi casi, a malincuore, e’ meglio stare a casa.

Se ragionevolmente ci sentiamo tranquille e tranquilli, consideriamo anche che:

  • il tampone rapido fatto in assenza di sintomi e prima di 72h dall’eventuale contagio e’ poco affidabile, è comunque meglio di niente, ma da solo non è indicativo del fatto che non metteremo a rischio le altre persone.
  • bere dallo stesso bicchiere/bottiglia, è oggettivamente un rischio inutile che non ha senso correre.
  • entrare nell’orbita di un’altra persona dando per scontato che le vada bene, magari invece la mette a disagio. Decidere arbitrariamente che il suo disagio sia trascurabile vuol dire non aver cura dell’altro.
  • mettere la mascherina una volta in piu’, anche quando non ci sembrerebbe fondamentale, potrebbe aiutare altre persone a sentirsi piu’ a loro agio.
  • se noi ci sentiamo tranquille, non è detto che anche le altre persone lo siano. Togliere la nostra individualità dal centro del discorso è un esercizio importante per imparare a non imporsi sugli altri.

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