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dom 21/11 camminata a castello, nei luoghi di pinocchio

Una camminata nel quartiere di Pinocchio. Un percorso studiato e realizzato dagli autori della guida antituristica “Firenze NoCost”.

>>> Ore 15.00 Partenza dal Circolo di Castello e camminata “lento pede” fra tracce, memorie e curiosità del burattino più famoso al mondo. Con la presenza di Mīlĕs, autore delle illustrazioni del libro “Pinocchio. Il legno e la carne”, edizioni Contrabbandiera 2021.

>>> Ore 17.30 Merenda e/o aperitivo precoce allo spazio Quilombo, presso il csa nEXt Emerson, in via di Bellagio.

>>> Ore 18.30 Prestazione del libro illustrato “Pinocchio. Il legno e la carne” di Mīlĕs (Contrabbandiera, 2021), con l’autore.

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Pinocchio. Il legno e la carne” è un silent book realizzato da Mīlĕs, street artist noto sulla scena nazionale, e edito dalla casa editrice indipendente Contrabbandiera, in un progetto sviluppato assieme a Street Levels Gallery, la galleria fiorentina dedicata all’arte urbana.

Mīlĕs rilegge e reinterpreta l’opera collodiana per sole immagini, sviluppandola con grande varietà di tecniche e materiali. Il Pinocchio di Mīlĕs è legno e carne insieme, è macelleria e falegnameria: non c’è il prima né un dopo. La violenza, la mutazione, la liberazione si intersecano per dare vita a un affresco totale di mille anime e d’animali. È il legno, e la carne insieme.

Anche in caso di pioggia

Flyer

il nextemerson all’asta: atto II

Martedi’ 19 ottobre – Presidio in p.za Beccaria alle 10.00, sotto lo studio notarile.

Sono passati pochi mesi dall’asta in cui a luglio veniva messo per la prima volta in vendita l’area occupata dal nEXt Emerson. Abbiamo appena appreso dal sito delle aste giudiziarie che la prossima sarà martedì 19 ottobre. Sembra che si abbia piuttosto fretta di mandare avanti i rituali burocratici e non ripetere per intero tutto l’iter. Il fine è sempre lo stesso: cercare di disfarsi di quella che per loro e’ un’area da cementificare, e per noi un’esperienza di autogestione lunga trent’anni.

Il prezzo base è calato di poco, pur rimanenendo piuttosto alto. La fretta di vendere prima della discussione del nuovo piano strutturale svela una certa urgenza di chiudere l’affare, arraffare il cash, in stile prendi i soldi e scappa. Magari prima che qualcuno possa accorgersi che nel quartiere è in fieri un’operazione di potente edificazione residenziale sull’area Ex cerdec, tre volte più grande dell’Emerson. Trasformazione urbanistaca per la quale non è stato chiarito se siano stati previsti nuovi servizi, nuovo verde pubblico e sulla quale gravano ancora molti nodi irrisolti. A maggior ragione l’area occupata dal centro sociale, se le cose avessero un senso, dovrebbe essere un polmone di verde e socialità, non un ulteriore fila di casette, per appagare i bisogni di pochi abbienti.

L’area occupata dal Csa ha già visto il fallimento della Cooperativa Unica, che non è mai riuscita a realizzare il progetto residenziale su quei terreni, e potrebbe diventare la Caporetto anche della prossima proprietà. Forse anche per questo il curatore fallimentare spinge sull’accelleratore prima che si palesino i limiti e i vincoli che sulla nostra area dovrebbero essere applicati se si volesse davvero cercare di avere uno sguardo d’insieme sullo sviluppo urbanistico del borgo di Castello.

Come lo scorso luglio invitiamo chi potrà a un presidio il 19 ottobre in piazza Beccaria alle h 10,00, sotto lo studio notarile nel quale saranno aperte eventuali buste.

Prato violenta: Biffoni trash festival

All’alba del 3 settembre viene violetemente sgomberato il presidio dei lavoratori della Textprint in piazza del comune a Prato, in sciopero della fame da due giorni, dopo mesi di lotte per chiedere niente di più che un trattamento umano. Vengono eseguiti diversi fermi e un arresto. Il sindaco Biffoni, noto alle cronache non pratesi essenzialmente per i suoi sketch con “veronihina” durante i mesi del lockdown, ha deciso che la povertà non è un arredo urbano adatto a quella piazza. In mattinata viene indetta una manifestazione in solidarietà agli sgomberati, sotto la questura di Prato. Le forze dell’ordine reagiscono in maniera stizzita e esagerata, con ulteriori cariche e fermi. Una compagna e un compagno dell’assemblea del nEXt Emerson passavano lì di fronte in macchina andando al lavoro, e hanno deciso di fermarsi per vedere che accadeva. Non hanno fatto in tempo a attraversare il marciapiede che sono stati placcati da poliziotti e municipale, preventivamente malmenati e portati via in stato di fermo. Si è trattato di un’azione goffa e senza senso, nella propria violenza ignorante, completamente sovradimensionata rispetto agli accadimenti. Da lì in avanti sono iniziati ore di completo blackout comunicativo, le persone fermate non sono riuscite a parlare con i propri avvocati, nè è stato ancora comunicato ai difensori quali siano i capi di imputazione, ma solo che verranno processati per direttissima e i reati saranno enunciati in aula domani. Ci chiediamo anche a quale codice penale si rifaccia il Comune di Prato, Biffoni sarebbe anche del mestiere… Forse a quello regio, in cui portare la povertà davanti al palazzo del Re, è sconveniente, e passabile di lesa maestà.

Abdul, Arturo, Lapo, Milli tutte e tutti libere.

Appuntamento sabato 4, ore 9,00 al Tribunale di Prato, piazzale Falcone e Borsellino n. 8

NON è QUESTA LA CITTà CHE VOGLIAMO!

CONTRO ORDINANZE E DIVIETI, SPECULAZIONI, MINACCE DI SGOMBERO E LICENZIAMENTI

Manifestazione venerdì 23 luglio ore 21.00 piazza Santo Spirito

Viviamo in una città in cui un’ordinanza di Sindaco e Prefetto vieta il libero accesso alle piazze snaturando la loro funzione di incontro, scambio e socialità.La volontà di chi governa la città è quella di rimuovere da quei contesti tutti i soggetti e i gruppi che risultano incompatibili con “la città del decoro e del consumo”.

Non è un caso che queste misure vadano di pari passo con la crescita delle distese di tavoli che invadono quegli stessi spazi: lo spazio pubblico ormai è considerato come estensione delle attività private che si affacciano su quelle piazze e per chi non consuma non c’è spazio e per chi proprio non capisce la risposta è la repressione: multe, denunce, sorveglianza speciale, polizia e guardie private.Questo aspetto mette in evidenza quale sia l’idea che Palazzo Vecchio ha della nostra Firenze: un museo a cielo aperto dove dovrebbe accedere solo chi paga il prezzo del biglietto e in cui le zone periferiche sono ridotte a dormitori, le cui novità sono solo ed esclusivamente speculazioni private ad uso e consumo del turismo di lusso.

Prova ne è la vicenda che sta vivendo il nEXt Emerson a Castello dove il centro sociale, inserito ormai da anni nel tessuto del quartiere, viene messo all’asta proprio nella logica di costruire al suo posto una struttura turistico-ricettiva. Su questa linea, anche i continui attacchi al progetto di recupero e lotta di Mondeggi Bene Comune dimostrano che l’amministrazione comunale conosce solo due strade: l’abbandono e il degrado da un lato e la privatizzazione e l’alienazione dall’altro.

Vorremmo sapere con quale coerenza il Sindaco Nardella si rechi allo stabilimento Gkn occupato dagli operai definendo scandaloso il comportamento di un fondo d’investimento che licenzia più di 500 operai.Proprio lui, abituato a girare l’Europa come fosse un agente immobiliare pronto a vendere pezzi della nostra città un tanto al chilo al migliore offerente, oppure a blindare e privatizzare intere porzioni di città per cene di gala, sfilate e matrimoni. Come può non comprendere e non considerarsi complice di chi fa del calcolo economico, della sete di profitto e di divisione degli utili la propria bussola?

Non è questa la città che vogliamo.Noi vogliamo una città in cui “riqualificare”, parola tanto in uso, significhi costruire scuole, ambulatori e dotare un quartiere dei servizi essenziali, costruire piazze con verde e panchine perché siano luoghi di incontro e non solo di passaggio, valorizzare le esperienze di autogestione e protagonismo di chi si organizza al di fuori delle logiche di mercificazione della socialità, dello sport e della cultura.Vogliamo una società e una città più giuste, i cui spazi pubblici possano esser vissuti anche da chi di soldi in tasca non ne ha o ne ha meno di altri! Vogliamo una città in cui non si debba pagare o consumare per accedere alle piazze! Insorgiamo !

Per queste ragioni saremo in piazza venerdì 23 luglio: per chiedere il ritiro immediato delle ordinanze di divieto e chiusura delle piazze, per opporci ad ogni forma di privatizzazione del patrimonio pubblico, per gridare il nostro sostegno alla lotta degli operai GKN.

Firenze Antifascista, CPA Fi sud, Krisis, Collettivo Politico di Scienze Politiche, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, CSA nEXt Emerson, Rifondazione Comunista Firenze, Sinistra Progetto Comune, PC sez. Firenze, Rete Antirazzista, Carc, Firenze Città Aperta, Occupazione Via del Leone.

Aggiornamento dall’asta del 13/07/2021: per ora invenduti

Grazie alla mobilitazione, alle iniziative di controinformazione e alla solidarietà cittadina la prima tornata è andata deserta. La questione è tutt’altro che chiusa, l’area del Csa rimane tra le proprietà dell’ex cooperativa Unica da vendere all’interno del processo di liquidazione generato dalla mala gestione e dalle politiche speculative dell’amministrazione della cooperativa edilizia. L’area è ancora presente all’interno della vetrina “Invest in Florence” del comune di Firenze, il catalogo da piazzista con il quale il sindaco Nardella ha girato le fiere immobiliari internazionali nel tentativo di svendere pezzi di città, per poi piangere lacrime da coccodrillo nell’apprendere che i ricchi investitori vogliono per lo più realizzare alberghi e strutture ricettive (si vedano i clamorosi esempi di Costa San Giorgio e di villa Basilewsky). Persistono le altre criticità sul quartiere, in primis il progetto sull’area dell’ex Cerdec, 40 mila metri quadri nel mezzo del quartiere e a ridosso delle ville medicee, che vedrà l’amministrazione confrontarsi con gli abitanti del quartiere il 26 settembre, data nella quale non mancheremo.

Al presidio davanti allo studio notarile erano presenti più di un centinaio di persone che successivamente sono partite in corteo per Piazza dei Ciompi dove si è tenuta un’assemblea. Da parte nostra continueremo a ribadire che quest’area ha già ritrovato un proprio utilizzo consono al recupero di un’ex area industriale dismessa, un utilizzo sociale, che si esprime in un ricca vita culturale, basato sui principi di mutualismo, solidarietà e autogestione.