Archivi categoria: Iniziative

Prato violenta: Biffoni trash festival

All’alba del 3 settembre viene violetemente sgomberato il presidio dei lavoratori della Textprint in piazza del comune a Prato, in sciopero della fame da due giorni, dopo mesi di lotte per chiedere niente di più che un trattamento umano. Vengono eseguiti diversi fermi e un arresto. Il sindaco Biffoni, noto alle cronache non pratesi essenzialmente per i suoi sketch con “veronihina” durante i mesi del lockdown, ha deciso che la povertà non è un arredo urbano adatto a quella piazza. In mattinata viene indetta una manifestazione in solidarietà agli sgomberati, sotto la questura di Prato. Le forze dell’ordine reagiscono in maniera stizzita e esagerata, con ulteriori cariche e fermi. Una compagna e un compagno dell’assemblea del nEXt Emerson passavano lì di fronte in macchina andando al lavoro, e hanno deciso di fermarsi per vedere che accadeva. Non hanno fatto in tempo a attraversare il marciapiede che sono stati placcati da poliziotti e municipale, preventivamente malmenati e portati via in stato di fermo. Si è trattato di un’azione goffa e senza senso, nella propria violenza ignorante, completamente sovradimensionata rispetto agli accadimenti. Da lì in avanti sono iniziati ore di completo blackout comunicativo, le persone fermate non sono riuscite a parlare con i propri avvocati, nè è stato ancora comunicato ai difensori quali siano i capi di imputazione, ma solo che verranno processati per direttissima e i reati saranno enunciati in aula domani. Ci chiediamo anche a quale codice penale si rifaccia il Comune di Prato, Biffoni sarebbe anche del mestiere… Forse a quello regio, in cui portare la povertà davanti al palazzo del Re, è sconveniente, e passabile di lesa maestà.

Abdul, Arturo, Lapo, Milli tutte e tutti libere.

Appuntamento sabato 4, ore 9,00 al Tribunale di Prato, piazzale Falcone e Borsellino n. 8

NON è QUESTA LA CITTà CHE VOGLIAMO!

CONTRO ORDINANZE E DIVIETI, SPECULAZIONI, MINACCE DI SGOMBERO E LICENZIAMENTI

Manifestazione venerdì 23 luglio ore 21.00 piazza Santo Spirito

Viviamo in una città in cui un’ordinanza di Sindaco e Prefetto vieta il libero accesso alle piazze snaturando la loro funzione di incontro, scambio e socialità.La volontà di chi governa la città è quella di rimuovere da quei contesti tutti i soggetti e i gruppi che risultano incompatibili con “la città del decoro e del consumo”.

Non è un caso che queste misure vadano di pari passo con la crescita delle distese di tavoli che invadono quegli stessi spazi: lo spazio pubblico ormai è considerato come estensione delle attività private che si affacciano su quelle piazze e per chi non consuma non c’è spazio e per chi proprio non capisce la risposta è la repressione: multe, denunce, sorveglianza speciale, polizia e guardie private.Questo aspetto mette in evidenza quale sia l’idea che Palazzo Vecchio ha della nostra Firenze: un museo a cielo aperto dove dovrebbe accedere solo chi paga il prezzo del biglietto e in cui le zone periferiche sono ridotte a dormitori, le cui novità sono solo ed esclusivamente speculazioni private ad uso e consumo del turismo di lusso.

Prova ne è la vicenda che sta vivendo il nEXt Emerson a Castello dove il centro sociale, inserito ormai da anni nel tessuto del quartiere, viene messo all’asta proprio nella logica di costruire al suo posto una struttura turistico-ricettiva. Su questa linea, anche i continui attacchi al progetto di recupero e lotta di Mondeggi Bene Comune dimostrano che l’amministrazione comunale conosce solo due strade: l’abbandono e il degrado da un lato e la privatizzazione e l’alienazione dall’altro.

Vorremmo sapere con quale coerenza il Sindaco Nardella si rechi allo stabilimento Gkn occupato dagli operai definendo scandaloso il comportamento di un fondo d’investimento che licenzia più di 500 operai.Proprio lui, abituato a girare l’Europa come fosse un agente immobiliare pronto a vendere pezzi della nostra città un tanto al chilo al migliore offerente, oppure a blindare e privatizzare intere porzioni di città per cene di gala, sfilate e matrimoni. Come può non comprendere e non considerarsi complice di chi fa del calcolo economico, della sete di profitto e di divisione degli utili la propria bussola?

Non è questa la città che vogliamo.Noi vogliamo una città in cui “riqualificare”, parola tanto in uso, significhi costruire scuole, ambulatori e dotare un quartiere dei servizi essenziali, costruire piazze con verde e panchine perché siano luoghi di incontro e non solo di passaggio, valorizzare le esperienze di autogestione e protagonismo di chi si organizza al di fuori delle logiche di mercificazione della socialità, dello sport e della cultura.Vogliamo una società e una città più giuste, i cui spazi pubblici possano esser vissuti anche da chi di soldi in tasca non ne ha o ne ha meno di altri! Vogliamo una città in cui non si debba pagare o consumare per accedere alle piazze! Insorgiamo !

Per queste ragioni saremo in piazza venerdì 23 luglio: per chiedere il ritiro immediato delle ordinanze di divieto e chiusura delle piazze, per opporci ad ogni forma di privatizzazione del patrimonio pubblico, per gridare il nostro sostegno alla lotta degli operai GKN.

Firenze Antifascista, CPA Fi sud, Krisis, Collettivo Politico di Scienze Politiche, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, CSA nEXt Emerson, Rifondazione Comunista Firenze, Sinistra Progetto Comune, PC sez. Firenze, Rete Antirazzista, Carc, Firenze Città Aperta, Occupazione Via del Leone.

Aggiornamento dall’asta del 13/07/2021: per ora invenduti

Grazie alla mobilitazione, alle iniziative di controinformazione e alla solidarietà cittadina la prima tornata è andata deserta. La questione è tutt’altro che chiusa, l’area del Csa rimane tra le proprietà dell’ex cooperativa Unica da vendere all’interno del processo di liquidazione generato dalla mala gestione e dalle politiche speculative dell’amministrazione della cooperativa edilizia. L’area è ancora presente all’interno della vetrina “Invest in Florence” del comune di Firenze, il catalogo da piazzista con il quale il sindaco Nardella ha girato le fiere immobiliari internazionali nel tentativo di svendere pezzi di città, per poi piangere lacrime da coccodrillo nell’apprendere che i ricchi investitori vogliono per lo più realizzare alberghi e strutture ricettive (si vedano i clamorosi esempi di Costa San Giorgio e di villa Basilewsky). Persistono le altre criticità sul quartiere, in primis il progetto sull’area dell’ex Cerdec, 40 mila metri quadri nel mezzo del quartiere e a ridosso delle ville medicee, che vedrà l’amministrazione confrontarsi con gli abitanti del quartiere il 26 settembre, data nella quale non mancheremo.

Al presidio davanti allo studio notarile erano presenti più di un centinaio di persone che successivamente sono partite in corteo per Piazza dei Ciompi dove si è tenuta un’assemblea. Da parte nostra continueremo a ribadire che quest’area ha già ritrovato un proprio utilizzo consono al recupero di un’ex area industriale dismessa, un utilizzo sociale, che si esprime in un ricca vita culturale, basato sui principi di mutualismo, solidarietà e autogestione.

Martedì 13 luglio dalle h 9.00 piazza beccaria – presidio contro l’asta dell’area del Csa next-emerson

Martedì 13 luglio presso uno studio notarile in Piazza Beccaria si terrà l’asta dell’area del Csa Next-Emerson

Se l’asta verrà aggiudicata il Next-Emerson rischia lo sgombero.

Il Next-Emerson non si vende !

Non tutta la città è in vendita !

Sapevamo che sarebbe giunto questo momento: il nostro centro sociale è stato messo all’asta per essere demolito e lasciare spazio all’ennesima speculazione edilizia. Non hanno chiaro che i muri che vorrebbero vendere in realtà sono molto più difficili da abbattere di quanto credono. Contengono ed espandono un humus culturale creativo e libertario che ha una storia trentennale, autogestito da un collettivo unito nella necessità di lottare per mantenerlo vivo il più a lungo possibile. Per tutto ciò vogliamo gridare a gran voce, uniti e decisi, che non lasceremo mai che i nostri spazi ci vengano portati via! Impediremo qualsiasi azione che danneggi i nostri muri, siano essi fisici o politici, non ci spaventeremo. 

Qui sotto alcuni link ad articoli che abbiamo scritto rispetto a questa problematica:

Vogliono vendere il next-Emerson, il Next-Emerson non si vende

Lunedì 5 luglio h 21.30 arena estiva Cinema di Castello – proiezione di “The milky way”

Csa Next-Emerson in collaborazione con il Cinema di Castello

Arena Estiva all’aperto – via Giuliani

Ingresso gratuito

Il film

Di giorno, le montagne tra Clavière in Italia e Monginevro in Francia sono attraversate da migliaia di sciatori in vacanza sulla neve nel comprensorio sciistico “La Via Lattea”. Di notte, sono percorse di nascosto, tra i boschi, da decine di migranti che lasciano l’Italia e che provano a superare una linea immaginaria chiamata confine per proseguire il loro viaggio in Francia. “The Milky Way” è la storia di solidarietà degli abitanti e dei pericoli affrontati dai migranti, raccontata attraverso scorci di vita e graphic-novel animate sullo sfondo del mondo di montagna nella consapevolezza che – qui come in mare – nessuno si lascia da solo.

Scheda

Durata: 84 minuti Anno: 2020

Regia: Luigi D’Alife

Cast (in ordine di apparizione) Angelo Bonnet, Walter Re, Renata Bompard, Silvia Massara, Davide Rostan, Micaillou , Solange Lefol , Michel Rosseau, Pierre-Yves Dorè, Matheus, Seedy Ceesay, Amadu, Riad

Note degli autori

Le Alpi occidentali tra Italia e Francia sono state nel corso dei secoli una frontiera naturale, così come un luogo di passaggio e d’incontro. I suoi colli costituiscono terra di connessione, mediazione tra popoli e culture differenti. La storia più recente ci racconta come negli ultimi 200 anni siano stati gli italiani ad attraversare clandestinamente il confine per andare a cercare lavoro in Francia, mentre oggi è una rotta utilizzata anche dai migranti di origine africana. Le recenti politiche di chiusura dei confini interni europei, hanno spinto le persone migranti alla ricerca di strade meno battute per lasciare l’Italia e proseguire il viaggio oltre il confine con la Francia, spingendoli a passare tra i sentieri di alta montagna.

The Milky Way è un film corale che, attraverso i racconti, la ricostruzione storica dell’emigrazione italiana degli anni ’50 e le storie dei migranti, getta luce sull’umanità che riaffiora quando il pericolo imminente riattiva la solidarietà, con la convinzione che nessuno si possa lasciare indietro, nessuno si salva da solo .

Lungometraggio realizzato tramite crowfunding e prodotto da “OpenDDB – produzioni dal basso” e “SMK videofactory”

domenica 4 luglio h 17- presentazione n° 54 di zapruder

Domenica 4 luglio ore 17

SupportoLegale presenta Zapruder #54

Sono passati venti anni dal G8 di Genova. Ma cosa è rimasto delle giornate del luglio 2001? L’unica memoria condivisa sembra essere quella delle violenze.

Con il numero 54, «Zapruder» e SupportoLegale si propongono di andare oltre questa narrazione, per indagare piuttosto il prima e il dopo “Genova”: come si è arrivati a quei giorni costruendo terreni comuni che riuscirono a coinvolgere, in forme differenti, decine di migliaia di persone; ma anche i percorsi di sostegno alle militanti e ai militanti finiti sotto processo, i problemi relativi alla conservazione e al reperimento del materiale prodotto dai movimenti, la produzione memorialistica e documentaristica relativa a quelle giornate.

La memoria è un ingranaggio collettivo.

Sabato 26 il NextEmerson va a Bologna!

Il NextEmerson va in trasferta a Bologna!

Sabato 26/6 in piazzetta San Rocco al Pratello, a Bologna, iniziativa pubblica organizzata dall’assemblea di XM24 con la complicità di Pratello R’Esiste on a solitary Beach

  • Dalle 16 – Bar, cibo e serigrafie solidali  – Live painting
  • Ore 17 – Discussione pubblica Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

  Ne parliamo con: Assemblea XM24 (Bologna), CSOA Next Emerson (Firenze), Casa Galeone (Macerata), Campetto Occupato (Giulianova), Bancarotta (Bologna)

  • Dalle 19 : 30 alle 21:00 – intrattenimenti musicali: Freestyle con Digiuno aka Socio e live acustici con i Rom e Giulietta

___________________________

Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

Sono sempre più’ numerosi i casi di esperienze sociali e spazi autogestiti che rischiano di finire a causa di processi speculativi che avvengono sopra le loro teste. Le Amministrazioni delle città puntano a rifarsi il look per attirare sempre più’ capitali (turisti, investitori, start up) riqualificano, come dicono loro, cementificando e di fatto sostenendo la gentrificazione di intere aree.  Spesso si tratta di zone lasciate per anni ai margini, nell’ abbandono e incuria e dove nel disinteresse delle amministrazioni sono sorte dalle macerie delle esperienze di autogestione che in maniera collettiva, comunitaria, dal basso hanno ridato vita a quelle aree rendendole attraversabili e fruibili a migliaia di persone, costruendoci spazi in liberazione e fuori dalle logiche del profitto e della guerra di umanità che vorrebbero imporci. In questi tempi bui di  mercificazione selvaggia di ogni cosa (cibo, città, cultura) queste zone rimaste a lungo ai margini della città che conta vengono improvvisamente ritenute interessanti per attuarvi grossi investimenti speculativi pubblico-privati spesso mascherati da progetti di interesse sociali.  Per realizzare questi piani sono pronti a tutto, anche a spazzare via quelle comunità’ e quegli spazi autogestiti che negli anni si sono fortemente radicati nel territori diventandone parte integrante, presidi di antifascismo e di solidarietà, laboratori di sperimentazioni di un mo(n)do di vivere diverso. Quelle realtà – anticapitaliste, critiche, solidali – non sono compatibili con i piani redditizi stabiliti dall’alto e sono fastidiose in quanto critiche e resistenti, capaci di pensieri alternativi e di manifestare dissenso verso l’idea dominante.  Pertanto vanno sgomberate, (s)vendute all’asta o a ricchi impresari, insomma cancellate per lasciare spazio al mero interesse economico.

E’ quello che è successo allo Spazio Pubblico Autogestito XM24 di Bologna, sgomberato a suon di ruspa nell’estate 2019 perché l’Amministrazione comunale ha deciso che al posto di XM24 deve sorgere un co-housing da ben 11 appartamenti. E’ quello che è successo all’Asilo di Torino, sgomberato in nome della gentrificazione del quartiere Aurora, è quello che è successo al CSOA Il Molino di Lugano, recentemente sgomberato e parzialmente distrutto per lasciare il posto a un centro di studi tecnologici all’avanguardia. E’ quello che rischiano tante altre realtà tra cui quelle che abbiamo invitato a questo incontro, realtà differenti tra di loro per forma, storia e pratiche ma accomunate dalla dall’autogestione e dall’essere minacciate nella loro esistenza da processi speculativi.

Cosa possiamo fare, dal basso, collettivamente, in autogestione per provare a fermare o limitare questi processi che minacciano l’esistenza delle realtà autogestite? Quali sono esempi e pratiche positive sperimentate dalle differenti esperienze? Cosa fare per continuare a r/esistere come realtà autogestite e non essere eliminate o messe sempre più’ ai margini degli spazi urbani ? Che ne e’ dell’idea degli spazi autogestiti come bene comune? Come resistere alla retorica della partecipazione calata dall’alto e del ricatto della legalità’?

Sabato 19 giugno – Next Emerson in piazza





Vogliono vendere il Next-Emerson, il Next-Emerson non è in vendita !

Sabato 19 Giugno dalle 17 alle 22 – Piazza Dalmazia

Attività del Centro Sociale in piazza

17.30 – Palestra Popolare Sanpietrino

18.45 – Breakdance

19.45 – Tango Sognato

21.00 – Presentazione di “Cyber bluff” (Eris edizioni) con l’autore Ginox

Durante la giornata: laboratorio di autoriparazioni con l’hacklab If_do, performance Nema (Next Emerson Museo Autogestito) e biblioteca/distribuzione libri, info attività del Centro Sociale

dom 13/06 scegliemmo la montagna

Radio Wombat & Next Emerson presentano:

“Scegliemmo la montagna”

Storie e memorie di resistenza partigiana disseminati su tre sentieri che toccano i luoghi simbolo di quella che è stata una parte importante della guerra di resistenza nelle campagne fiorentine.

Tre percorsi che convergono al cippo di radio CoRa nell’anniversario dell’uccisione per mano nazi-fascista delle persone che avevano sviluppato il progetto della radio pirata, strumento rivelatosi indispensabile nella guerra di liberazione dalle forze occupanti.

Durante le passeggiate racconti e collegamenti radio.

Percorso 1

Partenza alle 10 alla Cappella di San Jacopo (Piazzale di Ceppeto). A fianco del bar, troveremo un percorso che gira intorno ai rilievi, senza salirci. Passeremo per la Fonte dei Seppi, poi continueremo tra boschi e prati fino ad arrivare al cippo di Radio CoRa. Circa 8 km, ~2h di cammino, 100+ dislivello. Difficoltà: volenterosi/e

Percorso 2

Ritrovo alle 9.30, partenza alle 10 dal csa NextEmerson, in via di Bellagio a Castello. Seguiamo il percorso fino a S. Michele a Castello, poi Castellina, proseguiamo sul sentiero CAI 4, 5 e 16 fino al cippo di Radio CoRa. Circa 6 km, ~1h30 di cammino, 400+ dislivello. Difficoltà: stambecchi urbani

Percorso 3

Ritrovo ore 9 al cippo in Via della Terzollina, località Serpiolle, per imboccare un sentiero che risale la valle della Terzollina nel bosco fino alla stazione di Montorsoli, per poi dirigersi verso la chiesa di Sant’Andrea a Cercina e arrivare infine a Radio CoRa. Il tracciato, misura circa 12 km con un dislivello di +450 e si prevede una percorrenza di circa 4 ore. Necessari scarponi, pantaloni lunghi e, se ne avete, strumenti a taglio per liberare a dovere il sentiero. Difficoltà: temerari/e

Al cippo di Radio CoRa ad accogliere i gruppi ci sarà la regia Wombat, un pranzo a panini e la Fanfara de La leggera: “canti e sonate di tradizione orale dalla val di Sieve”.

Altre info su: https://macchieurbane.org