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Sabato 23 maggio – h 17 in piazza Indipendenza – Difendi il next Emerson e la Firenze viva

23-maggio Per una Firenze viva che vuole case, servizi, verde pubblico e spazi di socialità (e meno traffico)

Il 2 aprile scorso il consiglio comunale ha approvato definitivamente il regolamento urbanistico: l’insieme di norme e regolamenti che disciplinano e caratterizzeranno lo sviluppo urbanistico ed il futuro dell’intera città nei prossimi anni.
Insieme al Piano Strutturale, che in sostanza rappresenta la visione politica della città di Renzi già approvato nella scorsa legislatura, il regolamento urbanistico ne è la trascrizione normativa.

L’attuale Regolamento Urbanistico Fiorentino, quindi, traduce nella pratica la “città renziana” caratterizzata:

  • nella forma, nel demandare alle grandi proprietà, lobby finanziarie e dei servizi, consorterie edilizie, le decisioni strategiche sui contenitori dismessi, sul sistema dei trasporti e delle infrastrutture.
  • nella sostanza, dalla privatizzazione degli spazi e dei servizi, dall’ulteriore cementificazione dei pochi spazi lasciati liberi della speculazione edilizia.

Questa “città renziana” distrugge ogni residuo di città a misura d’uomo in favore delle merci, materiali o immateriali che siano, e la sua “filosofia operativa” è ben visibile laddove l’attuale Regolamento Urbanistico destina il 60% delle superfici vuote in città agli esercizi commerciali (grande distribuzione) e la restante percentuale ad abitazioni (in vendita e certamente non a prezzi popolari) mentre destina solo una infima parte a verde pubblico, non prevedendo alcun genere di spazi pubblici e collettivi che potrebbero ospitare forme popolari e aperte di socialità, scambio, incontro, mercato, servizi, ecc… come chi vive e si organizza nel territorio chiede e vuole da anni.
Tutto ciò pesantemente aggravato dalle previste grandi opere costose e dannose: sottroattraversamento TAV, Inceneritore di Case Passerini e ampliamento della pista aeroportuale

L’Approvazione, ovvia e attesa da tutti coloro che “seguono” le vicende della città, ha certamente il suo peso ma riteniamo che la battaglia sia ancora tutta da giocare. L’approvazione è un passaggio, seppur definitivo e sostanziale, DEL TUTTO FORMALE.
La città non cambia “per magia” ed il Regolamento Urbanistico non è il “libro degli incantesimi” degli “apprendisti stregoni renziani”.
Al di la’ dell’elaborazione, e dell’ulteriore passaggio dell’approvazione dei vari PIT (piani d’intervento territoriale), tali norme devono tradursi in atti concreti.
La città, le aree dismesse interessate, le porzioni di territorio destinate sulla carta ad una funzione o l’altra ecc… dovranno essere CONCRETAMENTE trasformate ed è in questo passaggio realizzativo che l’associazionismo di base e gli abitanti possono intervenire e fare la differenza.
E’ nel contrastare questo passaggio che possiamo e dobbiamo intervenire. Momenti di resistenza localizzata non mancano: dalle occupazioni di case e spazi sociali che contrastano la speculazione edilizia e immobiliare ai comitati che si battono affinchè pezzi di territorio assumano la valenza di bene comune, passando per collettivi e comitati impegnati contro le Grandi Opere costose_nocive_inutili fino ai lavoratori autorganizzati con o senza sindacati che si battono contro la privatizzazione dei servizi, del sapere, della sanità, del patrimonio artistico e culturale ecc… .

Intendiamo questo corteo come un momento di sintesi e messa in relazione di queste lotte per rilanciare l’iniziativa per una Firenze a misura d’uomo e non delle merci.

L’approvazione del regolamento urbanistico è passata come uno schiacciasassi sulla volontà
popolare. Comitati di cittadini e realtà di base hanno portato una critica puntuale e serrata alle scelte dell’amministrazione comunale smascherando il piano venduto come “a volumi zero” dal Sindaco Nardella ma che in realtà prevede incrementi dei volumi fino al 30% e frammenta, lottizza e privatizza le aree Pubbliche, ma la grancassa mediatica del partito di governo in città ha fatto si che non si sia esplicitata una opposizione concreta che se non altro avrebbe portato la questione all’interno del dibattito cittadino.

Pensiamo, quindi, che l’iniziativa del 23 sia un passaggio importante, seppur non decisivo,
per una ricomposizione dei percorsi di lotta su un terreno potenzialmente unificante.

Un passaggio che immaginiamo e proveremo a sviluppare, con le dovute specificità cittadine, in stretto collegamento con queste lotte assolutamente centrali e di grande portata contro il nuovo aeroporto, gli impianti di incenerimento e tutte le nocività.

Contro la devastazione del territorio
Contro la privatizzazione dei servizi e della città
Per il diritto a casa, servizi, verde e spazi di socialità per tutt*

Manifestazione/Corteo – 23 maggio ore 17 piazza Indipendenza

I promotori della manifestazione

MERCOLEDI’ 8 APRILE ASSEMBLEA DI QUARTIERE AL CIRCOLO DI CASTELLO

Sottoattraversamento del Sodo, cementificazione dell’area Cerdec e di via di Bellagio, restrizione degli spazi verdi, aumento del traffico e diminuzione dei servizi e degli spazi sociali. Questo è quello che prevede l’approvazione del Regolamento Urbanistico Comunale per gli abitanti del Sodo e di Castello.

Un ulteriore peggioramento della qualità della vita se si aggiungono anche le previste costruzioni dell’inceneritore e dell’allungamento della pista aeroportuale nella Piana.

 

Alle scelte delle amministrazioni locali che non tengono conto dei bisogni degli abitanti e prevedono progetti che devastano salute, ambiente e socialità bisogna contrapporre l’opposizione concreta dei cittadini

 

 

Mercoledì 8 ore 21.00 c/o il circolo di Castello assemblea pubblica di quartiere su:

1 – Illustrazione delle norme del Regolamento Urbanistico riguardanti il Sodo e Castello

2 – Proposte di iniziative volte a contrastare le devastanti scelte dell’amministrazione

3 – Informazione sulla manifestazione dell’ 11 Aprile contro la costruzione dell’ Inceneritore e dell’allungamento della pista di Peretola

 

 

il Sodo e Castello sono di chi ci vive e ci lavora

Non deleghiamo a nessuno la nostra volontà di un quartiere

migliore e più vivibile

 

Csa next-emerson e abitanti del quartiere

 

 

 

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A fine primavera del 2011 in Val Clarea nacque la Libera Repubblica della Maddalena nei pressi del cantiere dell’alta velocità con lo scopo di difendere i terreni che dovevano essere espropriati. La maddalena è stata un‘esperienza nata e sviluppata in contrapposizione alle logiche di devastazione e profitto portate dal Tav nel suo cantiere. Era un luogo dove, attraverso lo sforzo collettivo, si è costruito ciò che serviva, mettendo in comune beni e conoscenze. Così sono sorte cucine, baite e le barricate necessarie per difenderla. Non solo era uno spazio libero dal denaro, dal controllo e dall’autorità, ma al suo interno ci si organizzava e confrontava sulle problematiche del movimento No Tav e non solo. Il 27 giugno, con idranti, ruspe, lacrimogeni e cariche, gli uomini in divisa sono riusciti a sgomberare il territorio, restituendolo alla macchina del Tav.
Il 3 luglio una manifestazione di oltre 60.000 persone ha cercato di riprendersi la Libera Repubblica della Maddalena con determinazione collettiva. Ne è risultata una giornata di scontri nei boschi che hanno visto la partecipazione di tutto il movimento. In quella sola giornata sono stati lanciati contro gli oppositori di questa inutile opera quasi 5.000 lacrimogeni e sono stati impiegati 22.000 agenti.
Per queste giornate di resistenza 48 No Tav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 160.000 euro.

A questa sentenza il Movimento No Tav risponde indicendo una grande manifestazione popolare Sabato 21 Febbraio a Torino, per gridare con forza che la lotta non si arresta!