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MERCOLEDI’ 8 APRILE ASSEMBLEA DI QUARTIERE AL CIRCOLO DI CASTELLO

Sottoattraversamento del Sodo, cementificazione dell’area Cerdec e di via di Bellagio, restrizione degli spazi verdi, aumento del traffico e diminuzione dei servizi e degli spazi sociali. Questo è quello che prevede l’approvazione del Regolamento Urbanistico Comunale per gli abitanti del Sodo e di Castello.

Un ulteriore peggioramento della qualità della vita se si aggiungono anche le previste costruzioni dell’inceneritore e dell’allungamento della pista aeroportuale nella Piana.

 

Alle scelte delle amministrazioni locali che non tengono conto dei bisogni degli abitanti e prevedono progetti che devastano salute, ambiente e socialità bisogna contrapporre l’opposizione concreta dei cittadini

 

 

Mercoledì 8 ore 21.00 c/o il circolo di Castello assemblea pubblica di quartiere su:

1 – Illustrazione delle norme del Regolamento Urbanistico riguardanti il Sodo e Castello

2 – Proposte di iniziative volte a contrastare le devastanti scelte dell’amministrazione

3 – Informazione sulla manifestazione dell’ 11 Aprile contro la costruzione dell’ Inceneritore e dell’allungamento della pista di Peretola

 

 

il Sodo e Castello sono di chi ci vive e ci lavora

Non deleghiamo a nessuno la nostra volontà di un quartiere

migliore e più vivibile

 

Csa next-emerson e abitanti del quartiere

 

 

 

Pullman corteo notav 21 feb a torino

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Numero: 389 0281403

notav21feb

A fine primavera del 2011 in Val Clarea nacque la Libera Repubblica della Maddalena nei pressi del cantiere dell’alta velocità con lo scopo di difendere i terreni che dovevano essere espropriati. La maddalena è stata un‘esperienza nata e sviluppata in contrapposizione alle logiche di devastazione e profitto portate dal Tav nel suo cantiere. Era un luogo dove, attraverso lo sforzo collettivo, si è costruito ciò che serviva, mettendo in comune beni e conoscenze. Così sono sorte cucine, baite e le barricate necessarie per difenderla. Non solo era uno spazio libero dal denaro, dal controllo e dall’autorità, ma al suo interno ci si organizzava e confrontava sulle problematiche del movimento No Tav e non solo. Il 27 giugno, con idranti, ruspe, lacrimogeni e cariche, gli uomini in divisa sono riusciti a sgomberare il territorio, restituendolo alla macchina del Tav.
Il 3 luglio una manifestazione di oltre 60.000 persone ha cercato di riprendersi la Libera Repubblica della Maddalena con determinazione collettiva. Ne è risultata una giornata di scontri nei boschi che hanno visto la partecipazione di tutto il movimento. In quella sola giornata sono stati lanciati contro gli oppositori di questa inutile opera quasi 5.000 lacrimogeni e sono stati impiegati 22.000 agenti.
Per queste giornate di resistenza 48 No Tav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 160.000 euro.

A questa sentenza il Movimento No Tav risponde indicendo una grande manifestazione popolare Sabato 21 Febbraio a Torino, per gridare con forza che la lotta non si arresta!

Merc 17 dicembre – NoTav liberi tutti!

Merc 17 dicembre

17 DIC FINITO
dalle ore 13 in piazza Leopoldo

in attesa della sentenza: pranzo benefit NoTav, concerto, materiale informativo e diretta con il tribunale.

ore 15.30 concentramento corteo

Il 17 dicembre giungerà a conclusione il processo per 4 No-Tav accusati  di terrorismo. Le motivazioni che portano i pm a richiedere per 4  ragazzi 9 anni e mezzo di carcere per il solo danneggiamento di un  compressore son chiare: criminalizzare e reprimere una lotta che è stata  in grado di superare la divisione tra buoni e cattivi, che ha gridato  con forza sin dal giorno dopo l’azione che il sabotaggio è una pratica  necessaria, condivisa da tutto il movimento No Tav. Chiara, Mattia, Nicolò, Claudio stavano protestando contro la  costruzione del Tav Torino-Lione, una lotta giusta, contro il sistema mafioso fatto di istituzioni  corrotte e clientelari, contro il disastro ambientale, contro lo  sperpero di denaro pubblico che regolarmente viene sottratto al nostro
benessere.

Per questo sono in carcere da oltre un anno in regime di isolamento. Sarebbe però un errore ritenere questo provvedimento un’eccezione. Il  sistema giudiziario sistematicamente reprime con la violenza delle  sentenze o dei manganelli qualsiasi istanza di liberazione e ogni  tentativo di opporsi dal basso alla rapina che quotidianamente viene  perpetuata ai danni delle nostre vite.
Anche qui a Firenze abbiamo provato sulla nostra pelle “l’eccezionalità”  di simili provvedimenti. Nel 2011 un’associazione a delinquere e una  indagine su quasi 100 persone per una protesta che stava eccedendo  l’università. Di recente le manganellate agli studenti medi, denunce e  chiamate in questura per ragazzi ancora minorenni. La lista potrebbe  purtroppo essere ben più lunga..
Queste forme di repressione non sono un’eccezione, si tratta di una violenza di stato programmata e stabilita a tavolino per determinare
ancora una volta le nostre vite nel segno della sottomissione, per  impedire sul nascere lotte che potrebbero veramente incidere sul mondo  che ci circonda.
La nostra opposizione al Tav va comunque al di là della specificità  della val Susa. È un’opera la cui costruzione dà profitti solo alla
mafia e ai soliti speculatori, che potrà essere utilizzata solo dai ceti  più abbienti, mentre Fs continua a tagliare i regionali e in generale la  crisi continua a pesare solo sulle nostre spalle. Quante case popolari  sarebbero potute essere costruite con i soldi che vengono spesi per la  realizzazione della Tav a Firenze, un’opera costosissima che sta  devastando il nostro territorio?
Per questo il 17 dicembre si terrà una giornata di lotta No Tav in  piazza Leopoldo.
Dalle 13 in attesa della sentenza: pranzo benefit No Tav, concerto,  materiale informativo e diretta con il tribunale. Ore 15.30 corteo

La lotta No Tav è stata per tutti l’esempio che vincere è possibile. La  val susa ha dato tanto a chiunque speri di cambiare questo mondo. È il  momento di dare noi una mano ai No Tav!

Assemblea No Tav firenze

Sab 6 dicembre – Food Fighters

locandina_foodfighters****
ore 19.30 – Aperitivo
ore 20.30 – Spettacolo teatrale Il Ritorno – Ispirato alla storia del partigiano Brindisi, il maratoneta della Valle d’Itria.
ore 21.30 – contest Food Fighters

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Contest gastronomico di cucina vegan all’ultimo sangue (si fa per dire)

Dagli antipasti ai dolci, per dimostrare che si puo’ mangiare da 10 anche senza carne e derivati.

Round 1:

Cecco klan – sacre scuole
vs
Mondeggi – vegan  commando

Giuria popolare + Gran giuri true elite
Benefit denunce

ATTENZIONE!
prenotazione obbligatoria entro le 12 del giorno stesso a foodfighters@inventati.org

Spettacolo teatrale   “IL RITORNO”
ideato e scritto da Salvatore Arena
attore narrante Massimo Zaccaria

Un uomo attraversa la seconda guerra mondiale. Con la divisa da partigiano.  Dal sud alle montagne del nord per cercare di essere un uomo, per cacciarli questi tedeschi, per togliere quelle camicie nere. Giustino è un uomo semplice, è prima soldato imboscato allo spaccio, in una caserma di Torino. Poi si ritrova partigiano, per vendetta, in nome del suo amico ucciso dai nazisti, in nome di una libertà appena conosciuta poi desiderata, cercata, fortemente voluta. Si è combattenti sulle montagne. Si mangia quello che si può, quello che si trova, quello che ci portano. Lontano dal caldo, dentro un freddo che ti divora l’anima in attacchi mordi e fuggi. La vita di Giustino è questa per mesi, quando a perdere la vita è Monica, il suo amore, una partigiana conosciuta nelle montagne. E nelle ultime giornate di battaglia si consuma il dramma. I nazisti, per rappresaglia, in risposta alla distruzione di una caserma, bruciano il paese e vanno a cercare i partigiani sin nelle montagne. Tra il fumo del paese e i lanciafiamme la squadra di Giustino è sterminata, solo lui si salva.  Ferito dentro il cuore, lascia quei luoghi e comincia così la sua via crucis tra le macerie del Paese.
Giustino il partigiano ritorna alla sua casa. C’è la madre ad attenderlo per lavarlo dentro sino in fondo, per togliere quel sangue che gli macchia la vista, per essere ancora uomo, per ritrovare la parola, per dare un nome a quel dolore, per ritrovare un senso e appartenere ancora a questo mondo.
La voce narrante è quella di Massimo che da’ colore a questa storia, così vera e pur così lontana, che rischia di perdersi nella memoria dei pochi sopravvissuti.

Lo spettacolo è ispirato alla figura di Pietro Parisi (Cisternino, 1924), contadino, partigiano con il nome di battaglia Brindisi, al fianco della brigata Garibaldi dal 1° novembre 1943 al 7 giugno 1945.