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Mercoledì 1 luglio Giardino Next-Emerson – proiezione di “Caterina”

Mercoldì 1 Luglio alle 21.30 nel giardino del Csa Next-Emerson proiezione di “Caterina” a cura di Kin8

Caterina, film diretto da Francesco Corsi, è un documentario su Caterina Bueno, cantante ed etnomusicologa fiorentina , che ha svolto un importante compito di ricerca all’interno della musica popolare italiana. Un racconto che si snoda tra immagini e parole di una delle maggiori interpreti del folklore musicale. È stato proprio grazie a Caterina Bueno che molti canti popolari e della tradizione contadina, trasmessi fino a quel momento soltanto oralmente, sono potuti sopravvivere fino a oggi, non rischiando di essere completamente abbandonati all’oblio.
Il percorso artistico e di ricerca della Bueno ha intrecciato più volte quello di altri intellettuali dell’epoca, come Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco, Francesco De Gregori e molti altri. Caterina Bueno, morta nel 2007, è oggi una delle più grandi etnomusicologhe che hanno segnato il mondo culturale apportando contenuti agli studi di questa disciplina e diffondendo gran parte dei canti riscoperti, grazie al suo lavoro. Qui il trailer https://www.comingsoon.it/film/caterina/58219/video/

Anno 2019
Regia Francesco Corsi
Paese Italia
Durata 75 minuti

Le prossime proiezioni:

Merc 8 Luglio: Electric Dragon di Sogo Ishii
Ven 17 Luglio: La Forza del Singolo di John Avidsen
Merc 22 Luglio: Lo and Behold di Werner Herzog
Merc 29 Luglio: All’Assalto – Le radici del Rap italiano di Paolo Fazzini


Luglio – Cinema all’aperto al Csa Next-Emerson

Clicca per ingrandire

Tutti i mercoledì (eccetto il 15 luglio) proiezioni nel giardino del CSA. Inizio ore 21.30. Per ogni proiezione verrà di volta in volta pubblicata la sinossi

Iniziamo con “Caterina”, documentario dedicato alla cantante folk fiorentina Caterina Bueno che ha operato una ricerca essenziale sul recupero del patrimonio musicale popolare

Qui la scheda https://www.csaexemerson.it/mercoledi-1-luglio-giardino-next-emerson-proiezione-di-caterina/

sabato 27 giugno: manifestazione “basta spremere Firenze”

Sabato 27 Giugno ore 17 da Piazza dei Ciompi

Manifestazione “Basta spremere Firenze” Non torneremo alla normalità perchè la turistificazione era il problema

Qui il testo che convoca l’iniziativa https://lapunta.org/event/21

La manifestazione si svolge nel rispetto delle prassi sanitarie

Per chi si muove in treno da Firenze Nord: alle 16.02 c’è un treno da Castello, alle 16.07 a Rifredi, che arriva alle 16.20 circa a SMN.

30 maggio – info iniziativa “Nessuno deve rimanere indietro”

Flash mob 30 maggio 2020 sui lungarni alle ore 17.00

PARTENZA DA PRESIDIO SANITARIO DI SANTA ROSA, LUNGARNO SANTAROSA, oppure è possibile disporsi direttamente lungo il percorso

La manifestazione si svolge nel rispetto delle prassi sanitarie per il 
contenimento del covid-19: leggi il Vademecum qui https://www.csaexemerson.it/sab-30-maggio-flash-mob/ oppure sui siti delle varie realtà che hanno aderito all’iniziativa

Per chi si muove in treno da Firenze Nord: alle 16.02 c’è un treno da Castello, alle 16.07 a Rifredi, che arriva alle 16.20 circa a SMN.

Per rendere il posizionamento più semplice è possibile disporsi lungo il percorso

Con alcuni comitati il Csa Next Emerson andrà direttamente nella
zona intorno a ponte Vespucci.

Qui sotto il testo della convocazione


25 aprile – Fai le tue passeggiate con un senso

L’idea è che chi a Castello o al Sodo dedichi la propria passeggiata quotidiana a ricordare l’anniversario della Liberazione (anche prima del 25 Aprile chiaramente)

Le targhe in zona sono in

  • Lapide della Villa Medicea di Castello, via di Castello 47, piazza delle Lingue d’Europa
  • Lapide alla Resistenza di Castello, via Crocetta
  • Lapide dell’Istituto Farmaceutico Miliare, via Reginaldo Giuliani (interno dell’Istituto)
  • Lapide di via Carlo del Greco, via Carlo del Greco
  • Lapide di via delle Panche, via delle Panche
  • Lapide ai moti del ’21, via delle Panche

Potete cercare la lapide piu’ vicina a voi sul sito

http://resistenzatoscana.org/monumenti/FI/

Solidarietà di quartiere

In piazzetta del Sodo davanti al tabaccaio e a Castello tra la latteria e il tabaccaio sono stati posizionati delle ceste “Chi può metta, chi non può prenda”, per il sostegno alimentare di chi abbia bisogno. Se volete partecipare sotto ci sono le foto, per capire dove stanno.

Le ceste vengono esposte verso le 8 e ritirate alle 21.

Non c’è nessuna guerra…

…a parte le solite. La retorica di guerra che caratterizza la questione corona virus rende la realtà confusa, edulcorata, pericolosa.
La guerra è una situazione nella quale le persone cercano di farsi del male a vicenda, tendenzialmente uccidersi. Le guerre sono mosse da interessi economici, questioni di potere, disparità e ingiustizie sociali.
Questa del covid-19 è una questione al contrario di salute, dove le persone cercano di stare meglio, di non ammalarsi, di non morire, di guarire. Sembra una banalità da dirsi, ma non lo è.
La retorica di guerra favorisce la ricerca di un nemico, ma un virus è al limite un nemico invisibile, difficile prendersela con lui, possiamo però trovare dei validi sostituti in chi ci sta attorno, possiamo più facilmente prendercela con i cinesi, i lombardi. I tedeschi possono prendesela con gli italiani, i russi con gli americani e quest’ultimi di nuovo coi cinesi, per chiudere il cerchio. Allungate la catena come preferite. Possiamo prendercela con i malati, con i portatori sani, con chi fa le passeggiate, con altri corpi insomma, che aiutino a dare una forma umanoide al problema.
Però continua a non esserci una guerra, anche se a Bergamo i militari portano via i cadaveri. I medici e il personale sanitario non dovrebbero essere la nostra trincea in prima linea, perchè i luoghi di cura dovrebbero essere tali, e non caotiche trincee dove si ingaggia un’estenuante lotta per la vita o la morte. Se così è, è per le nostre carenze strutturali, per i problemi non nuovi e ben noti della nostra sanità, molto più evidenti in un periodo emergenziale.
Perchè di questo si tratta, non di ricacciare oltre il Piave lo straniero, ma di gestire una pandemia, come la peste, come il colera, come la febbre spagnola, ecc…
E’ importante usare i termini giusti, perchè non ci salverà la retorica nazionalista, lo stringersi intorno alla bandiera e al nostro musicalmente imbarazzante inno di Mameli. Se avessero scelto quando ne avevano la possibilità “va pensiero” di Verdi, almeno ci saremmo evitati quella fanfara.
I virus non si sconfiggono come i nemici in guerra. Non funziona così. Non si annientano, si impara a gestirli, perchè non siano mortali: questo sta accadendo, non la guerra. Il che non significa sminuire l’emergenza sanitaria, al contrario vuol dire metterla in risalto, riportando il lessico, la prassi, la questione su ciò che è, su quanto è necessario fare, non su facili e pericolose metafore.
Perchè la guerra allora ? Perchè è comodo, la finanza guarda al virus come a un’economia di guerra, e prepara il dopo virus, la lunga recessione, la povertà, l’austerity, lacrime e sangue. E’ estremamente comodo che sia una guerra.
Perchè in guerra non c’è spazio per la critica: credere, obbedire, combattere.
“Tutti dovremo fare dei sacrifici”, certo c’e’ chi li farà dalla villa con piscina, e chi moroso e disoccupato dalla casa popolare fatiscente, ma d’altra parte c’è stata una guerra, con tanto di morti e eroiche gesta, dobbiamo stringere i denti.
“Il virus ha costretto lo Stato a spese pazze, ha dovuto spendere più di quanto avrebbe potuto”, per colpa nostra che ci siamo ammalati, e d’altra parte “già prima vivevamo, come è noto, al di sopra delle nostre possibilità”. “Ci siamo indebitati fino al collo, ora dobbiamo saldare i conti, tornare affidabili, riportare i mercati a credere in noi, attirare investimenti.”
Le abbiamo già sentite tutte, le abbiamo già vissute tutte.
“La guerra è finita, abbiamo vinto”. Siamo sicuri che prima o poi, speriamo prima, tutti i giornali avranno un titolo come questo e le persone scenderanno in piazza, come quando l’italia vince ai mondiali di calcio. Bene, sarà un bel momento, che durerà per l’appunto un attimo. Allora sapremo anche di essere tornati alla guerra di prima, la solita, ma in condizioni inedite e pessime. Il peggio sarà dopo insomma, il che la dice lunga, visto che già ora la situazione è piuttosto ansiogena. Il covid-19 ha fatto esplodere le contraddizioni del nostro sistema economico e sociale, ma le inversioni di rotta sono di solito difficili, traumatiche, laceranti e non automatiche. La tenuta delle reti di mutuo appoggio, solidarietà e mobilitazione verrà messa alla prova.
Non possiamo però stare immobili aspettando il dopo, in qualche modo dobbiamo cercare di far funzionare le nostre strutture anche in questa situazione, per non arrivare troppo impreparati e in affanno. Per questo motivo abbiamo cercato di continuare a parlare dalle regie casalinghe improvvisate di Radio wombat, per questo motivo riprenderemo a utilizzare con regolarità la newsletter e il sito dell’Emerson, e cercheremo di oliare e tenere attive e ampliare la nostra reti di contatti.
Questa settimana il gruppo della palestra dell’Emerson si riorganizzerà con un programma di dirette, presto news su questo sito.
Scriveteci per idee e suggerimenti su assemblea@csaexemerson.it
Potete anche lasciarci un messaggio vocale sulla messaggeria della radio https://messaggeria.degenerazione.xyz/wombat
E’ una fredda primavera, ma non si può andare in letargo ora.