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Pullman corteo notav 21 feb a torino

Per prenotare il bus da Firenze (15 € a/r)
Numero: 389 0281403

notav21feb

A fine primavera del 2011 in Val Clarea nacque la Libera Repubblica della Maddalena nei pressi del cantiere dell’alta velocità con lo scopo di difendere i terreni che dovevano essere espropriati. La maddalena è stata un‘esperienza nata e sviluppata in contrapposizione alle logiche di devastazione e profitto portate dal Tav nel suo cantiere. Era un luogo dove, attraverso lo sforzo collettivo, si è costruito ciò che serviva, mettendo in comune beni e conoscenze. Così sono sorte cucine, baite e le barricate necessarie per difenderla. Non solo era uno spazio libero dal denaro, dal controllo e dall’autorità, ma al suo interno ci si organizzava e confrontava sulle problematiche del movimento No Tav e non solo. Il 27 giugno, con idranti, ruspe, lacrimogeni e cariche, gli uomini in divisa sono riusciti a sgomberare il territorio, restituendolo alla macchina del Tav.
Il 3 luglio una manifestazione di oltre 60.000 persone ha cercato di riprendersi la Libera Repubblica della Maddalena con determinazione collettiva. Ne è risultata una giornata di scontri nei boschi che hanno visto la partecipazione di tutto il movimento. In quella sola giornata sono stati lanciati contro gli oppositori di questa inutile opera quasi 5.000 lacrimogeni e sono stati impiegati 22.000 agenti.
Per queste giornate di resistenza 48 No Tav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 160.000 euro.

A questa sentenza il Movimento No Tav risponde indicendo una grande manifestazione popolare Sabato 21 Febbraio a Torino, per gridare con forza che la lotta non si arresta!

Merc 17 dicembre – NoTav liberi tutti!

Merc 17 dicembre

17 DIC FINITO
dalle ore 13 in piazza Leopoldo

in attesa della sentenza: pranzo benefit NoTav, concerto, materiale informativo e diretta con il tribunale.

ore 15.30 concentramento corteo

Il 17 dicembre giungerà a conclusione il processo per 4 No-Tav accusati  di terrorismo. Le motivazioni che portano i pm a richiedere per 4  ragazzi 9 anni e mezzo di carcere per il solo danneggiamento di un  compressore son chiare: criminalizzare e reprimere una lotta che è stata  in grado di superare la divisione tra buoni e cattivi, che ha gridato  con forza sin dal giorno dopo l’azione che il sabotaggio è una pratica  necessaria, condivisa da tutto il movimento No Tav. Chiara, Mattia, Nicolò, Claudio stavano protestando contro la  costruzione del Tav Torino-Lione, una lotta giusta, contro il sistema mafioso fatto di istituzioni  corrotte e clientelari, contro il disastro ambientale, contro lo  sperpero di denaro pubblico che regolarmente viene sottratto al nostro
benessere.

Per questo sono in carcere da oltre un anno in regime di isolamento. Sarebbe però un errore ritenere questo provvedimento un’eccezione. Il  sistema giudiziario sistematicamente reprime con la violenza delle  sentenze o dei manganelli qualsiasi istanza di liberazione e ogni  tentativo di opporsi dal basso alla rapina che quotidianamente viene  perpetuata ai danni delle nostre vite.
Anche qui a Firenze abbiamo provato sulla nostra pelle “l’eccezionalità”  di simili provvedimenti. Nel 2011 un’associazione a delinquere e una  indagine su quasi 100 persone per una protesta che stava eccedendo  l’università. Di recente le manganellate agli studenti medi, denunce e  chiamate in questura per ragazzi ancora minorenni. La lista potrebbe  purtroppo essere ben più lunga..
Queste forme di repressione non sono un’eccezione, si tratta di una violenza di stato programmata e stabilita a tavolino per determinare
ancora una volta le nostre vite nel segno della sottomissione, per  impedire sul nascere lotte che potrebbero veramente incidere sul mondo  che ci circonda.
La nostra opposizione al Tav va comunque al di là della specificità  della val Susa. È un’opera la cui costruzione dà profitti solo alla
mafia e ai soliti speculatori, che potrà essere utilizzata solo dai ceti  più abbienti, mentre Fs continua a tagliare i regionali e in generale la  crisi continua a pesare solo sulle nostre spalle. Quante case popolari  sarebbero potute essere costruite con i soldi che vengono spesi per la  realizzazione della Tav a Firenze, un’opera costosissima che sta  devastando il nostro territorio?
Per questo il 17 dicembre si terrà una giornata di lotta No Tav in  piazza Leopoldo.
Dalle 13 in attesa della sentenza: pranzo benefit No Tav, concerto,  materiale informativo e diretta con il tribunale. Ore 15.30 corteo

La lotta No Tav è stata per tutti l’esempio che vincere è possibile. La  val susa ha dato tanto a chiunque speri di cambiare questo mondo. È il  momento di dare noi una mano ai No Tav!

Assemblea No Tav firenze

Sab 6 dicembre – Food Fighters

locandina_foodfighters****
ore 19.30 – Aperitivo
ore 20.30 – Spettacolo teatrale Il Ritorno – Ispirato alla storia del partigiano Brindisi, il maratoneta della Valle d’Itria.
ore 21.30 – contest Food Fighters

****

Contest gastronomico di cucina vegan all’ultimo sangue (si fa per dire)

Dagli antipasti ai dolci, per dimostrare che si puo’ mangiare da 10 anche senza carne e derivati.

Round 1:

Cecco klan – sacre scuole
vs
Mondeggi – vegan  commando

Giuria popolare + Gran giuri true elite
Benefit denunce

ATTENZIONE!
prenotazione obbligatoria entro le 12 del giorno stesso a foodfighters@inventati.org

Spettacolo teatrale   “IL RITORNO”
ideato e scritto da Salvatore Arena
attore narrante Massimo Zaccaria

Un uomo attraversa la seconda guerra mondiale. Con la divisa da partigiano.  Dal sud alle montagne del nord per cercare di essere un uomo, per cacciarli questi tedeschi, per togliere quelle camicie nere. Giustino è un uomo semplice, è prima soldato imboscato allo spaccio, in una caserma di Torino. Poi si ritrova partigiano, per vendetta, in nome del suo amico ucciso dai nazisti, in nome di una libertà appena conosciuta poi desiderata, cercata, fortemente voluta. Si è combattenti sulle montagne. Si mangia quello che si può, quello che si trova, quello che ci portano. Lontano dal caldo, dentro un freddo che ti divora l’anima in attacchi mordi e fuggi. La vita di Giustino è questa per mesi, quando a perdere la vita è Monica, il suo amore, una partigiana conosciuta nelle montagne. E nelle ultime giornate di battaglia si consuma il dramma. I nazisti, per rappresaglia, in risposta alla distruzione di una caserma, bruciano il paese e vanno a cercare i partigiani sin nelle montagne. Tra il fumo del paese e i lanciafiamme la squadra di Giustino è sterminata, solo lui si salva.  Ferito dentro il cuore, lascia quei luoghi e comincia così la sua via crucis tra le macerie del Paese.
Giustino il partigiano ritorna alla sua casa. C’è la madre ad attenderlo per lavarlo dentro sino in fondo, per togliere quel sangue che gli macchia la vista, per essere ancora uomo, per ritrovare la parola, per dare un nome a quel dolore, per ritrovare un senso e appartenere ancora a questo mondo.
La voce narrante è quella di Massimo che da’ colore a questa storia, così vera e pur così lontana, che rischia di perdersi nella memoria dei pochi sopravvissuti.

Lo spettacolo è ispirato alla figura di Pietro Parisi (Cisternino, 1924), contadino, partigiano con il nome di battaglia Brindisi, al fianco della brigata Garibaldi dal 1° novembre 1943 al 7 giugno 1945.

AAA next Emerson vendesi… – Next Emerson ON SEASON SALES…

firenze-in-vendita[english version below]

Un sorriso forzato, scarpe a punta, giacca blu, camicia bianca dall’ascella pezzata. Cosi’ ci immaginiamo il sindaco di Firenze, Nardella, al salone immobiliare internazionale a Monaco con il suo plico di carte e foto mentre cerca di piazzare teatri, edifici storici, aree dismesse di Firenze a qualche ricco investitore. E’ un po’ il segno dei tempi: amministratori pubblici come agenti immobiliari, il cui compito e’ implorare il ritorno della circolazione dei grossi capitali in citta’.
Un’immagine triste, in qualche modo stiamo toccando il fondo, e l’ottica delle istituzioni locali e’ quella di liquidare tutto, fare cassa, trascinarsi ancora per qualche anno, almeno fino a fine mandato, ben consapevoli che tutto cio’ non assomiglia neanche lontanamente a una soluzione.
Probabilmente, mentre porta l’argenteria al banco dei pegni, Nardella cerchera’ di mettere a tacere quella vocina che gli ripete la cosa piu’ ovvia: si puo’ svendere tutto una volta sola, alienato il patrimonio, poi non c’e’ piu’.

Tra i tanti edifici e terreni in mostra, ne figura anche uno che ci riguarda molto da vicino: l’area occupata 8 anni fa dal centro sociale nEXt Emerson in via di Bellagio. Un ex impianto industriale, acquistato in seguito a un fallimento da un’immobiliare: l’Unica. Si tratta della piu’ classica speculazione edilizia, sul modello degli scandali che hanno travolto la vecchia amministrazione Domenici, quando la cementificazione selvaggia faceva da traino all’economia fiorentina, devastando allegramente la citta’, in un’atmosfera simile ad un’orgia di calcestruzzo, cemento armato e betoniere. Scenario che l’attuale amministrazione evidentemente rimpiange. L’area e’ di proprieta’ insomma di un privato, non e’ pubblica, e non si capisce bene a che titolo il comune si faccia procacciatore di affari per aziende private. Se avete un’appartamento che non riuscite a vendere provate anche voi a rivolgervi all’immobiliare Nardella, dicendo che vi manda l’Unica.

Nella brochure, che potete visionare e scaricare da qui, si tace ovviamente il fatto che in quell’area esiste un centro sociale, frequentato da migliaia di persone ogni anno, che campa solo della passione e del lavoro volontario.
Nell’autogestione di uno spazio pubblico, nei valori di mutuo appoggio e solidarieta’ sperimentiamo da soli una vita piu’ dignitosa, senza attendere il disastro che la politica di palazzo ci sta preparando cercando di spacciarcelo come soluzione alla crisi.

Sull’area si presenta anche come fosse gia’ approvato il progetto dell’immobiliare Unica: qualche manciata di casette e villini a schiera, in una zona gia’ sovraffollata e cementata.
Eppure il regolamento urbanistico deve ancora essere varato, ecco quanto valgono gli strumenti democratici e i meccanismi di partecipazione. Non si fa mai alcun riferimento a vincoli sui volumi, il famoso “volumi zero”, tanto sbandierato dal reggente Renzi, che si rivela come la maggior parte delle sue affermazioni, un’uscita mediatica. Piu’ cemento e asfalto si stendono, meglio e’: vuol dire che l’economia per qualche anno gira e la barca affonda piu’ lentamente.
Il fatto che il suolo sia una risorsa finita da anni, e che a Firenze, dopo decenni di cementificazioni senza senso, bisognerebbe parlare di restituire suolo, piuttosto che di edificare ancora, non e’ rilevante. La recente alluvione a Genova delinea un’equazione semplice da comprendere: edilizia selvaggia + grandi opere + pd = disastro.
Lo spirito del nostro tempo si esprime non nel fare la cosa giusta, ma quella piu’ economicamente conveniente, generalmente la piu’ irrazionale, che diviene pero’ magicamente anche l’unica possibile, alla quale ci si deve adattare, con le buone o con le cattive.
Per quanto ci riguarda quest’area deve rimanere un bene per la collettivita’, non divenire l’ennesima speculazione ben riuscita di qualche immobiliare, italiana o estera che sia.

Nella brochure dovrebbe anche esserci scritto, in piccolo, come una clausola nascosta, che chi compra quell’area, non sta facendo un affare,
ma acquistando un problema, perche’ da qui non abbiamo proprio intenzione di andarcene.

[english version]

A forced smile, pointy shoes, blue blazer, white shirt (sweat spotted already). That’s how we imagine Mr. Dario Nardella, Mayor of Florence, at the international real estate fair in Munich. With his sheaf of papers and photos, he’s trying to place theaters, historic buildings, former industrial sites and other decommissioned areas in Florence in some rich investor’s portfolio. It a little sign of the times: public administrators as real estate agents, whose task is to implore the return of massive capital flow to the city.
A sad picture… Somehow we are getting to the bottom, while local institutions are just trying to sell everything and cash the check, crawl for a few years, at least until the end of the mandate, well aware that the whole operation it doesn’t even start looking as a solution.
Probably, while he brings the last silverware to the pawn shop, Nardella’ll try to silence that little voice that keeps repeating the most obvious: “You can sell them only once, once sold, there’s nothing left”.

Among the many buildings and grounds on display, there’s also one that concerns us closely: the area occupied 8 years ago, by the Social Center NEXT Emerson, in Via di Bellagio. A former industrial plant, acquired, after the factory went broke, by a real estate company: Unica.
This is the most classical speculation, a carbon copy of the scandals that had engulfed the old municipal administration headed by Mayor Domenici. The days when the only reckless driving force was the Florentine economy, cheerfully devastating the city in an orgy of concrete, reinforced concrete and concrete mixers.
A scenario that the current administration feels obviously nostalgic about.
In short, the area is owned by an individual, not by the public administration, and it’s not clear on what basis the municipality should act as middleman to get business for private companies. Good to know! If you have an apartment that you wouldn’t even try to sell, why don’t you also contact the Dario Nardella Real Estate Company, saying Unica sends you?

In the brochure the Mayor is using at the showcase in Munich, which you can view and download from here, it is not mentioned, of course, the fact, that in the Via di Bellagio area there is a self-managed community center, with tens of projects attended by hundreds of people, and events that gather thousands more every year, a center that lives only on passion and volunteer work.
In the self-management of a public space, in the values ​​of mutual support and solidarity, we experience a more dignified way of life, without waiting in fear for the disaster that palace politics are preparing for us, all the way trying to sell it as a solution to the economic crisis.

But there’s more to say: at the real estate fair in Munich, the area is described as if Unica’s project were already approved: a handful of houses and terraced houses, in an area already overcrowded and blanketed in cement.
Yet the new urban plan, still hasn’t been launched – here is to see how valuable the tools and mechanisms for democratic participation are to our Mayor. There is no mention of limits to edification, nor is there any reference to restrictions on the building volumes, the famous “zero volume”, much-trumpeted by the “Renzi Regime”, which, as most of his statements, is revealed for what it is: a media-feat. The more concrete and asphalt we can spread, the better: it means that the wheels of the economy keep turning for a few years and the boat sinks slower.
The fact that land, as a resource, has been over for years, and that in Florence, after decades of uncontrolled meaningless development, we should be speaking of returning land to the people, rather than building yet more, it’s not relevant at all. The recent floods in Genoa outline a simple equation to understand: wild construction works + great edification plans + Democratic Party = DISASTER.
The spirit of our time is expressed not in doing the right thing, but the most profitable, generally the most irrational, which magically becomes also the only possible one, to which we must adapt, by carrot or stick.
As far as we are concerned, this must remain an asset to the community, and not become yet another successful speculation of some real estate company, Italian or foreign.

The brochure should also make a small not, a bit like a hidden clause, that whoever buys this area, is not making a deal, but buying a problem, ‘cause here we are, and we got no intention to leave!

SABATO 4 OTTOBRE P.ZZA TASSO MANIFESTAZIONE SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI

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importantissima manifestazione SABATO 4 ALLE ORE 16 IN PIAZZA TASSO a fianco di chi lotta, per la libertà di movimento.

Dal sito del movimento di lotta per la casa:

La sera di martedì 23 settembre un attivista in prima linea nelle battaglie per il diritto alla casa viene aggredito al ritorno da un assemblea da una squadraccia di agenti in borghese. Viene ammanettato, pestato, minacciato, umiliato, prima in strada – a due passi dall’Hotel Concorde occupato – e poi negli uffici della Questura.

Il giorno precedente una conferenza stampa del Movimento che aveva iniziato a far luce intorno alla morte di Raphael, ragazzo nigeriano di 18 anni senza documenti che ha perso la vita durante un controllo di polizia, rompendo il muro di bugie costruito dalla Questura per coprire gli abusi degli agenti intervenuti quella sera.

Impossibile non leggere questa vigliacca aggressione come un tentativo di far paura e zittire quel pezzo di città che ha deciso di alzare la testa e ha iniziato a lottare per i propri diritti, che ha trovato il coraggio di combattere le ingiustizie delle istituzioni e denunciare gli abusi delle divise.

Azioni squadriste come quella subita da un nostro compagno sono semplicemente intollerabili e rappresentano una vera e propria minaccia alla libertà di tutti e tutte: l’intera città è chiamata a rispondere e prendere posizione, schierandosi al fianco delle centinaia di uomini e donne che dentro i percorsi di lotta per il diritto alla casa stanno costruendo una possibilità reale di riscatto e ribellione sociale che tanto preoccupa e infastidisce i padroni della città.

AL FIANCO DI CHI LOTTA, PER LA LIBERTA’ DI MOVIMENTO!

VERITA’ E GIUSTIZIA PER RAPHAEL!

CASA, REDDITO, SALARIO E DIGNITA’ PER TUTTI!

20 settembre corteo per il diritto all’abitare

sabato 20 settembre ore 16 piazza Puccini

In questi anni di crisi economica, che si sono tradotti pera molte persone nella scomparsa di diritti e nella perdita di dignità, anche un diritto fondamentale come quello alla casa è sempre meno garantito.
Il prezzo degli affitti e dei mutui strozza centinaia di famiglie che vivono con redditi bassi e precari, mentre” Cento sfratti per morosità vanno in scena ogni mese a Firenze…
Il diritto a una vita dignitosa per i più di mille abitanti di case occupate in città è minacciato dall’art.5 del “piano casa”, che nega la possibilità di accedere a regolari forniture di acqua, luce e gas e al diritto alla residenza (indispensabile per le cure mediche, per mandare i figli a scuola, per rinnovare i documenti, partecipare ai bandi pubblici ecc).
E eserciti di polizia vengono impiegati per privare dell’energia elettrica chi abita nelle case occupate, come accaduto all’Hotel Concorde; le case popolari vengono messe in vendita; con l’Housing sociale fiumi di soldi pubblici vengono regalati ai costruttori per nuove speculazioni; le famiglie sfrattate vengono lasciate a se stesse; migliaia di case rimangono senza persone, mentre migliaia di persone restano senza casa…
Siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale che le istituzioni continuano ad ignorare, preferendo agire esclusivamente a tutela della rendita e del profitto dei grandi proprietari, dei costruttori e degli speculatori.
A garanzia di diritti e dignità per tutti, invece, non resta altro che le lotte dei movimenti per il diritto alla casa. Con i picchetti anti-sfratto, con le occupazioni degli stabili sfitti e le auto-riduzioni del prezzo degli affitti (che spesso oggi equivalgono al salario degli inquilini),centinaia di uomini e donne hanno iniziato fare da sé quello che le istituzioni si rifiutano di fare: bloccare gli sfratti in assenza di soluzioni che consentano “il passaggio da casa a casa”; requisire il patrimonio sfitto (che a Firenze consiste in 11000 appartamenti) e assegnarlo come alloggi popolari alle migliaia di famiglie in attesa nei bandi comunali; intervenire per abbassare il costo degli affitti e adeguarlo al reddito degli inquilini.

Di questo abbiamo bisogno… Abbiamo bisogno di lottare insieme per conquistare giorno per giorno casa, reddito, salario e dignità!

Il Movimento di Lotta per la Casa di Firenze
http://www.inventati.org/lottaxlacasa/

Ven 11 luglio in P.za San Martino

Dalle 9 alle 12 in piazza S.Martino di ven 11 luglio consegna osservazioni al Regolamento Urbanistico insieme ad alcuni comitati cittadini.
Le ragioni della nostra potete leggerle qui di seguito. Al più presto pubblicheremo il testo integrale dell’osservazione.

Il next Emerson occupa da piu’ di 7 anni una serie di edifici in via di Bellagio. Un’ex area industriale ai piedi delle colline, al confine con Sesto Fiorentino. Poco dopo il fallimento delle ditte proprietarie dei capannoni, l’immobiliare Unica ha acquistato per un prezzo irrisorio (circa 180 mila euro) tutta l’area, mettendo in atto la piu’ classica manovra speculativa in voga ai tempi dell’amministrazione Domenici: rilevare superfici industriali, attendere il cambio di destinazione d’uso in area edificabile, quindi costruire, in una zona gia’ pesantemente cementificata, dove il buon senso richiederebbe invece zone di decompressione e spazi pubblici.
L’attuale bozza di regolamento urbanistico ha dovuto in qualche modo tenere conto della situazione, prevedendo diversi vincoli per l’area di via di Bellagio, ma questo non e’ abbastanza e il Csa potrebbe trovarsi di nuovo a breve sotto sgombero.
La stessa crescita esponenziale delle attivita’ gratuite ed autogestite all’interno del nEXt Emerson testimoniano l’esigenza e la voglia concreta di luoghi di socialita’, di verde pubblico, e la gia’ elevatissmia densita’ abitativa della zona suggerirebbero l’assurdita’ di cancellare questa esperienza, per costruire qualche manciata di villette a schiera. Ci sono pero’ diversi ma. L’Unica vuole costruire o almeno ottenere il cambio di destinazione d’uso dell’area per aumentarne il valore. E a dispetto delle affermazioni di circostanza il Regolamento Urbanistico prevede ovunque sulle aree dismesse la costruzione di case, attivita’ commerciali, parcheggi, di fatto delegando alle esigenze del mercato e alla logica del soldo ogni tipo di progettazione. Sette anni fa abbiamo deciso di occupare questi capannoni proprio per sottrarli alla speculazione edilizia, e ora ci troviamo di nuovo a lottare contro gli stessi interessi e gli stessi fantasmi. Sono cambiate due amministrazioni, ma com’era prevedibile in questo senso nulla e’ mutato: il mercato detta legge, anche quando il buon senso suggerirebbe di andare in direzione opposta.
Non si possono fare le scelte giuste, ma viene imposto di adeguarsi a quanto il denaro impone. Il nEXt Emerson ha le idee molto chiare su quale dovrebbe essere invece il futuro di quest’area. Cercando di battere ogni terreno di lotta possibile in difesa dell’esperienza autogestita del Csa, abbiamo presentato progetti alternativi e osservazioni al Piano strutturale e ora faremo lo stesso per il Regolamento Urbanistico.
Siamo ben consapevoli che questo non bastera’ a vincere la battaglia, ma fa tutto parte di un futuro che cerchiamo di costruire insieme, riprogettando non soltanto l’utilizzo di questi capannoni, ma sperimentando un modo diverso di vivere, in cui gli interessi del mercato non siano l’ago della bilancia, che pende sempre e solo dalla stessa parte.

Csa nEXt Emerson, luglio 2014