DOM 3 MAGGIO – PRESENTAZIONE “LA RIVOLTA DEL RISO

rivolta dl riso buonaTra l’autunno del 2013 e quello del 2014 si è tenuto, a Milano, un cantiere di socioanalisi narrativa sulla condizione di chi lavora nelle imprese sociali.
Un gruppo di lavoratori e lavoratrici del settore decide di mettersi insieme e autoorganizzare una ricerca sulle proprie condizioni di lavoro.
Mette a disposizione il proprio tempo, le proprie relazioni e il sapere acquisito in anni di esperienza. La sua vera ricchezza. Tutto ciò fuori da ogni logica di mercato e dai binari seguiti dalla quasi totalità delle agenzie e dei centri studi  che in Italia vengono accreditati a fare ricerca sociale.
Dovendo dare un titolo all’esplorazione compiuta e quindi al libro, la scelta è caduta su una delle storie raccontate: la piccola rivolta di un gruppo di ragazzini ai quali, in un Centro diurno, era stato dato da mangiare del riso immangiabile.
In quel caso, l’operatore è stato indotto a sedare la rivolta ed assumere un ruolo di controllo che non era previsto esplicitamente nel suo mandato, rivolto piuttosto all’aiuto.
I “non detti” che determinano il lavoro nel sociale emergono così come il ruolo effettivo che le imprese sociali, al di là dei loro miti originari, svolgono effettivamente dopo la liquidazione dello Stato sociale.
Quello narrato nel libro è quindi un percorso originale che, oltre il suo orizzonte, lascia intravedere o quantomeno allude a una prospettiva più ampia. Come la lavoratrice o il lavoratore sociale qui impegna se stesso nella ricerca di sé, del suo senso attuale e del suo ruolo dentro una società che cambia velocemente e spiazza le convinzioni originarie intorno a cui nei decenni passati s’era imperniato il lavoro nel sociale, così anche “il lavoro sociale” come settore  del mercato del lavoro, viene chiamato in causa per ridefinire il suo profilo.
Nel libro sono presi in esame alcuni momenti critici dell’esperienza lavorativa: la soglia d’ingresso, il mandato, l’impatto con gli utenti-clienti, gli affidamenti.                                                                                                     Sono, infine, esplorate l’implicazione personale delle lavoratrici e dei lavoratori, la loro etica, le istanze istituenti e le rivendicazioni così come le domande che si aprono sull’incerto futuro di questo settore.