Domenica 15 feb – apericena + presentazione Figli delle stelle

locandina_presentazioni_febbraio

dalle ore 19 apericena con pizza e cose buone dal forno a legna
ore 21 presentazione e reading musicato di

Figli delle Stelle
http://www.autistici.org/figlidellestelle/
con l’autore Franco Franszisko Carlucci

Sono le persone normali che fanno le rivoluzioni, o che almeno ci provano.
La storia viene scritta dai vincitori.
Quando ho cominciato a scrivere “Figli delle stelle” avevo in mente queste due frasi. La seconda metà del secolo appena trascorso ha visto intere generazioni protagoniste di un tentativo di trasformazione radicale, rivoluzionaria, dello stato di cose presenti, che ha avuto il suo culmine nel periodo che va dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni ’70. Le masse in rivolta diedero l’assalto al cielo in tutto il mondo, dai campus universitari e dai ghetti neri americani ai vicoli del centro di Parigi, dalle giungle vietnamite alla Comune di Shangai, dalle selve sudamericane ai domini coloniali africani fino alle strade di Lisbona e di Praga. In Italia, in particolare, il fenomeno assunse dimensioni e accenti potentissimi, tanto da portare alla reazione scomposta e criminale delle classi dirigenti golpiste e stragiste. Furono anni in cui tutto venne messo in discussione: gli assetti produttivi, la famiglia borghese, la morale sessuale, il dominio patriarcale, la scuola di classe, la cultura asservita. Un processo rivoluzionario che coinvolse nell’elaborazione e nella pratica milioni di persone stanche dello sfruttamento selvaggio in un contesto sociale soffocante e autoritario.
Il racconto di quegli anni esaltanti è stato poi ridotto alla retorica sugli “anni di piombo”, anni tenebrosi, tristi, dominati dall’angoscia e dalla paura, in cui manipoli minoritari di pazzi esaltati trascinarono il paese in una spirale di violenza senza senso. Appunto, la storia scritta dai vincitori… E invece furono anni “felici”, stimolanti, allegri, vivaci, nonostante la repressione, le stragi di stato, i morti ammazzati nelle piazze. Anni in cui milioni di persone normali provarono a liberarsi dalle catene ipotizzando un mondo diverso fatto di libertà, uguaglianza, giustizia sociale.
In “Figli delle stelle” si parla di queste persone. I protagonisti del romanzo partecipano alle vicende di quegli anni, si appassionano, danno il loro contributo anche se, come tanti all’epoca, non erano militanti a tempo pieno. Provavano a vivere in maniera diversa all’interno delle loro storie lavorative, familiari, nei rapporti sociali e di genere, nella loro vita di tutti i giorni. Questo rappresentò il valore aggiunto, questo fece paura al potere.
In questo romanzo non c’è nulla di inventato, è tutto vero, anche se molte delle vicende narrate sono pura fiction. Il clima era quello. Certo, i padroni del vapore l’hanno vissuta in maniera diversa, hanno avuto paura e, dopo aver tirato un sospiro di sollievo, sono passati alla fase della mistificazione storica e della disinformazione.
Questo romanzo non vuole essere un’operazione di archeologia storica né un richiamo alla nostalgia (ah, i favolosi anni ’70…), quanto piuttosto un modesto richiamo alla memoria storica condivisa, quella cosa che serve ad elaborare il passato per ricominciare a progettare il futuro.
Un’ultima cosa: questa operazione editoriale è una coproduzione dal basso, resa possibile dal sostegno morale e materiale di situazioni sociali, gruppi di attivisti, amici e solidali.
Possiamo essere tutti figli delle stelle, ieri, oggi e domani.

Franco Franszisko Carlucci