Archivi tag: autogestione

Sabato 26 febbraio – tumulto

Un altro sabato al NextEmerson…!

Dalle 18 presentazione della mostra Tumulto

A seguire cena e dj-set fino a mezzanotte

“Tumulto” è un progetto di ricerca fotografica che colloca al centro del proprio campo d’indagine la forza fisica, il movimento e i costumi propri di quella che si chiama spesso “scena musicale underground”. Tralasciando la bellezza formale dello scatto in posa, perseguendo un atteggiamento reportagistico, l’obiettivo fotografico si sofferma sulla crudezza della realtà, sulla forza dell’immediatezza, con le sbavature e imperfezioni che la contraddistinguono.

Il progetto mette in mostra circa 300 scatti di Michele Guerrini raccolti in più di 5 anni tra festival Do-It-Yourself, centri sociali e locali alternativi con l’obiettivo di raccontare la musica attraverso la corporeità e il movimento, cercando di ricavare dalla materia la forza di un suono, disturbante, non conforme.

Pochi e nascosti gli scatti ambientali di un viaggio fatto di appartamenti, fabbriche abbandonate, spazi occupati, parcheggi, autostrade.

La scelta del bianco e nero è un legame indissolubile di tutta la produzione: un mezzo per scavare fino alle radici tra luce e ombra di ogni scatto.

il nextemerson all’asta: atto II

Martedi’ 19 ottobre – Presidio in p.za Beccaria alle 10.00, sotto lo studio notarile.

Sono passati pochi mesi dall’asta in cui a luglio veniva messo per la prima volta in vendita l’area occupata dal nEXt Emerson. Abbiamo appena appreso dal sito delle aste giudiziarie che la prossima sarà martedì 19 ottobre. Sembra che si abbia piuttosto fretta di mandare avanti i rituali burocratici e non ripetere per intero tutto l’iter. Il fine è sempre lo stesso: cercare di disfarsi di quella che per loro e’ un’area da cementificare, e per noi un’esperienza di autogestione lunga trent’anni.

Il prezzo base è calato di poco, pur rimanenendo piuttosto alto. La fretta di vendere prima della discussione del nuovo piano strutturale svela una certa urgenza di chiudere l’affare, arraffare il cash, in stile prendi i soldi e scappa. Magari prima che qualcuno possa accorgersi che nel quartiere è in fieri un’operazione di potente edificazione residenziale sull’area Ex cerdec, tre volte più grande dell’Emerson. Trasformazione urbanistaca per la quale non è stato chiarito se siano stati previsti nuovi servizi, nuovo verde pubblico e sulla quale gravano ancora molti nodi irrisolti. A maggior ragione l’area occupata dal centro sociale, se le cose avessero un senso, dovrebbe essere un polmone di verde e socialità, non un ulteriore fila di casette, per appagare i bisogni di pochi abbienti.

L’area occupata dal Csa ha già visto il fallimento della Cooperativa Unica, che non è mai riuscita a realizzare il progetto residenziale su quei terreni, e potrebbe diventare la Caporetto anche della prossima proprietà. Forse anche per questo il curatore fallimentare spinge sull’accelleratore prima che si palesino i limiti e i vincoli che sulla nostra area dovrebbero essere applicati se si volesse davvero cercare di avere uno sguardo d’insieme sullo sviluppo urbanistico del borgo di Castello.

Come lo scorso luglio invitiamo chi potrà a un presidio il 19 ottobre in piazza Beccaria alle h 10,00, sotto lo studio notarile nel quale saranno aperte eventuali buste.

15° compleanno del nextemerson

15 anni di NextEmerson!

ore 13.00 Gran pranzo sociale
prenotazione obbligatoria entro giovedì 30 settembre.
Scrivi a: nextemerson-food@autoproduzioni.net

a seguire Live matinée
dalle 16 alle 20

Al mustaqil
Jacopo Andreini, musica per voci migranti. https://afoforomusicclub.bandcamp.com/album/al-mustaqil-harraga

cadılık
Una crasi tra l’estro di Ambra Chiara Michelangeli (Teo Theardo, Tell Kujira) e Roberto Cippitelli aka Bero Snaut (Juggeranut, MalClango). Stregoneria ipnotica e seducente, fusione del più antico strumento ad arco – la viola – con synth analogici e groove elettronici, un flusso sonoro ondivago dove è facile perdersi, ma altrettanto semplice ritrovarsi fluttuando.

Rhymes of fear
Naotodate, Daretta, Sorelle Trapasso: una mescolanza di black, trip e hop creata apposta per questa giornata.
https://soundcloud.com/naotodate
https://overknights.bandcamp.com/album/heavy-mental-2
https://sorelletrapasso.noblogs.org/

Tutte le attività si svolgeranno all’aperto, nel giardino del NextEmerson. Però non scordare la mascherina.
Autogestione vuol dire cura reciproca!

Martedì 13 luglio dalle h 9.00 piazza beccaria – presidio contro l’asta dell’area del Csa next-emerson

Martedì 13 luglio presso uno studio notarile in Piazza Beccaria si terrà l’asta dell’area del Csa Next-Emerson

Se l’asta verrà aggiudicata il Next-Emerson rischia lo sgombero.

Il Next-Emerson non si vende !

Non tutta la città è in vendita !

Sapevamo che sarebbe giunto questo momento: il nostro centro sociale è stato messo all’asta per essere demolito e lasciare spazio all’ennesima speculazione edilizia. Non hanno chiaro che i muri che vorrebbero vendere in realtà sono molto più difficili da abbattere di quanto credono. Contengono ed espandono un humus culturale creativo e libertario che ha una storia trentennale, autogestito da un collettivo unito nella necessità di lottare per mantenerlo vivo il più a lungo possibile. Per tutto ciò vogliamo gridare a gran voce, uniti e decisi, che non lasceremo mai che i nostri spazi ci vengano portati via! Impediremo qualsiasi azione che danneggi i nostri muri, siano essi fisici o politici, non ci spaventeremo. 

Qui sotto alcuni link ad articoli che abbiamo scritto rispetto a questa problematica:

Vogliono vendere il next-Emerson, il Next-Emerson non si vende

Sabato 26 il NextEmerson va a Bologna!

Il NextEmerson va in trasferta a Bologna!

Sabato 26/6 in piazzetta San Rocco al Pratello, a Bologna, iniziativa pubblica organizzata dall’assemblea di XM24 con la complicità di Pratello R’Esiste on a solitary Beach

  • Dalle 16 – Bar, cibo e serigrafie solidali  – Live painting
  • Ore 17 – Discussione pubblica Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

  Ne parliamo con: Assemblea XM24 (Bologna), CSOA Next Emerson (Firenze), Casa Galeone (Macerata), Campetto Occupato (Giulianova), Bancarotta (Bologna)

  • Dalle 19 : 30 alle 21:00 – intrattenimenti musicali: Freestyle con Digiuno aka Socio e live acustici con i Rom e Giulietta

___________________________

Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

Sono sempre più’ numerosi i casi di esperienze sociali e spazi autogestiti che rischiano di finire a causa di processi speculativi che avvengono sopra le loro teste. Le Amministrazioni delle città puntano a rifarsi il look per attirare sempre più’ capitali (turisti, investitori, start up) riqualificano, come dicono loro, cementificando e di fatto sostenendo la gentrificazione di intere aree.  Spesso si tratta di zone lasciate per anni ai margini, nell’ abbandono e incuria e dove nel disinteresse delle amministrazioni sono sorte dalle macerie delle esperienze di autogestione che in maniera collettiva, comunitaria, dal basso hanno ridato vita a quelle aree rendendole attraversabili e fruibili a migliaia di persone, costruendoci spazi in liberazione e fuori dalle logiche del profitto e della guerra di umanità che vorrebbero imporci. In questi tempi bui di  mercificazione selvaggia di ogni cosa (cibo, città, cultura) queste zone rimaste a lungo ai margini della città che conta vengono improvvisamente ritenute interessanti per attuarvi grossi investimenti speculativi pubblico-privati spesso mascherati da progetti di interesse sociali.  Per realizzare questi piani sono pronti a tutto, anche a spazzare via quelle comunità’ e quegli spazi autogestiti che negli anni si sono fortemente radicati nel territori diventandone parte integrante, presidi di antifascismo e di solidarietà, laboratori di sperimentazioni di un mo(n)do di vivere diverso. Quelle realtà – anticapitaliste, critiche, solidali – non sono compatibili con i piani redditizi stabiliti dall’alto e sono fastidiose in quanto critiche e resistenti, capaci di pensieri alternativi e di manifestare dissenso verso l’idea dominante.  Pertanto vanno sgomberate, (s)vendute all’asta o a ricchi impresari, insomma cancellate per lasciare spazio al mero interesse economico.

E’ quello che è successo allo Spazio Pubblico Autogestito XM24 di Bologna, sgomberato a suon di ruspa nell’estate 2019 perché l’Amministrazione comunale ha deciso che al posto di XM24 deve sorgere un co-housing da ben 11 appartamenti. E’ quello che è successo all’Asilo di Torino, sgomberato in nome della gentrificazione del quartiere Aurora, è quello che è successo al CSOA Il Molino di Lugano, recentemente sgomberato e parzialmente distrutto per lasciare il posto a un centro di studi tecnologici all’avanguardia. E’ quello che rischiano tante altre realtà tra cui quelle che abbiamo invitato a questo incontro, realtà differenti tra di loro per forma, storia e pratiche ma accomunate dalla dall’autogestione e dall’essere minacciate nella loro esistenza da processi speculativi.

Cosa possiamo fare, dal basso, collettivamente, in autogestione per provare a fermare o limitare questi processi che minacciano l’esistenza delle realtà autogestite? Quali sono esempi e pratiche positive sperimentate dalle differenti esperienze? Cosa fare per continuare a r/esistere come realtà autogestite e non essere eliminate o messe sempre più’ ai margini degli spazi urbani ? Che ne e’ dell’idea degli spazi autogestiti come bene comune? Come resistere alla retorica della partecipazione calata dall’alto e del ricatto della legalità’?

Comunicato e alcune iniziative

AAA: vendesi Csa nEXt Emerson, seducente centro sociale


Il Centro Sociale Autogestito nEXt Emerson è parte integrante di una lunga storia trentennale della città di Firenze. Una storia di cultura popolare, votata all’autogestione, basata su quei meccanismi di crescita collettiva legati alla costruzione di spazi pubblici, in cui le persone si possono mettere in gioco in prima persona. Ambienti nei quali la costruzione e la progettazione stessa del luogo diventano parte integrante del percorso di definizione dello spazio fisico, anche quando questo processo entra in conflitto con gli interessi economici.Un semplice, ma non banale esperimento, teso a realizzare un luogo nel quale non valga il ricatto, sempre presente nelle nostre vite, “giusto = economicamente conveniente”.


Nel 2006 via di Bellagio ospitava tre capannoni vuoti già da anni destinati ad appagare il vorace bisogno di suolo della speculazione edilizia. Il paesaggio di gran parte della periferia nord ovest della città in quegli anni era ormai stato ridefinito in questo senso: milioni di metri cubi di cemento sono piovuti su Rifredi, Castello, sulla piana di Sesto. Da questo tsunami di cemento, in quello stesso anno, viene anche travolta la vecchia sede del Centro sociale Ex emerson di via Niccolò da Tolentino. Dato che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, gli scandali legati alla speculazione edilizia e all’edificazione selvaggia buttano a gambe all’aria la giunta dell’allora sindaco Domenici, mettendo a nudo il malsano patto tra politica e affari. 
La nuova occupazione dell’nEXt Emerson in via di Bellagio, si inserisce quindi in questo tipo di scenario: una sorta di diga costruita dal basso per arginare almeno un poco la cementificazione delle periferie. L’area occupata era stata acquistata poco prima dalla cooperativa Unica, che già da qualche anno aveva abbandonando la propria vocazione cooperativistica, per abbracciare il modus operandi delle voraci immobiliari. Il progetto dell’Unica, storicamente legata al PD, prevedeva il cambio di destinazione d’uso, da manufatturiero a residenziale, l’abbattimento degli edifici e la costruzione di villette di pregio, in quella zona così appetibile, a ridosso delle colline. L’Unica fallisce prima di poter realizzare il progetto, anche se riesce a ottenere l’inserimento del cambio di destinazione d’uso nel Piano Strutturale. Il fallimento della cooperativa è determinato proprio da quella gestione disinvolta del proprio capitale sociale, che la vedeva farsi immobiliare in cerca di affari. Gli edifici del Centro sociale rientrano così nel processo di liquidazione fallimentare dei beni dell’Unica. 


Nei quasi 15 anni che hanno scandito questi passaggi il nEXt Emerson ha continuato e ampliato la propria autogestione. Lo spazio è stato attraversato da decine di migliaia di persone e si è delineata un’intensa programmazione settimanale, che spazia dalla palestra popolare, al tango, dal laboratorio informatico dell’hacklab alla collaborazione con il progetto che Aria Tira, la sala prove, lo studio di registrazione, le strutture per skate e bmx, i laboratori di autocostruzione, la biblioteca e libreria autogestita, il cinema, le presentazioni di libri, fino a giungere al Nema: Next Emerson Museo Autogestito, un progetto artistico che pone l’attenzione proprio sulla ridefinizione continua della spazio fisico del Csa. 


In tutti questi anni abbiamo cercato di sostenere e mantenere il contatto con le lotte contro quella che consideriamo una malsana idea di città, che piega e cerca di far coincidere i bisogni della cittadinanza con gli interessi economici di gruppi finanziari e fondi di investimento.Ma mentre noi vivevamo e crescevamo come centro sociale, la grigia e kafkiana burocrazia dei processi fallimentari faceva il proprio corso, e così il 13 luglio 2021 i locali del CSA si ritrovano per la prima volta messi all’asta.


Nel bando ci si riferisce a noi con il termine, velatamente e fastidiosamente dispregiativo, di “sedicente” centro sociale. Ma si tratta crediamo di un refuso: negli anni ci siamo dimostrati piuttosto, per le non poche persone che hanno voluto attraversare questo spazio, un “seducente” centro sociale.

Chi negli anni ha imparato a amare questo luogo e il proprio percorso di autogestione, sa bene che in noi di “sedicente” non c’è nulla: noi cerchiamo di incarnare e realizzare la nostra legittima aspirazione a una vita degna. Una vita in cui non siano i soldi a determinare le scelte e le persone stesse siano al centro del proprio percorso di crescita collettiva e individuale. Non ci sembra che gli altri attori in gioco possano sinceramente dire altrettanto di sè.


La pandemia in questo anno e mezzo ha costretto il corpo sociale a ridefinire fino al non sense e al paradosso, l’aggettivo “sociale”. E dopo un anno e mezzo di sofferenze ci ritroviamo pure a fare i conti con un capitale in crisi d’astinenza, aggressivo e vorace. Le amministrazioni inseguono come un’entità salvifica una ripresa economica nella quale indistintamente si contempla tutto e il suo contrario: ridefinire la città attraveso le grandi opere, ma anche a volumi zero, far ripartire l’edilizia con milioni di metri cubi di cemento, ma anche renderla più verde, ripopolare il centro storico, ma anche zepparlo di nuovo di turisti. Si potrebbe continuare per esercizio: per ogni affermazione dell’amministrazione è possibile trovarne una di segno opposto e conseguenze contrarie, ma pronunciata con il massimo convincimento. 
L’operazione in atto sugli edifici di via di Bellagio è solo una piccolo pezzo in un puzzle ben più articolato di un’immagine di città volutamente confusa e confondente, ma nel quale per orientarsi è sufficiente seguire il flusso del denaro. Semplice e banale.

E così, come dicevamo all’inizio del testo, semplice, ma non banale è il sentimento che ci anima a spingere in direzione opposta.

Giovedì 10 giugno h 11 c/o Casa del popolo di castello
Conferenza stampa con gli abitanti del quartiere di Castello sulle
criticità urbanistiche dell’area Cerdec, via di Bellagio (dove è situato il Centro Sociale) e Via chiuso dei Pazz
i

Sabato 19 giugno dalle h 15 Pz Dalmazia
nEXt Emerson in piazza, spostiamo le attività del Csa in strada

Martedì 13 luglio, dalle h 9, Pz Beccaria
Presidio davanti allo studio notarile dove viene messa all’asta l’area
del Csa Next-Emerson

22 e 23 maggio – brugole e merletti

La due giorni di laboratori pratici e autoriparazioni che vi era mancata!

22-23 maggio 2021 @ NextEmerson – Firenze

Tutti i workshop sono, ovviamente, liberi e gratuiti. Non sono obbligatorie prenotazioni, ma se ci scrivete prima ci aiutate a organizzare meglio il tutto (brugoleemerletti@autistici.org).

Lo spirito della due giorni e’ quello del doityourself e dell’autogestione: porta i materiali di cui pensi ci sia bisogno, condividi saperi e attrezzi… e divertiti!

Per ogni dubbio o necessita’ scrivici.

Programma

Info pratiche e logistica

Inoltre: quest’anno tutti i workshop si svolgeranno all’aperto, in luoghi molto spaziosi e organizzati in modo tale da non creare ammucchiamenti.
Voi pero’ non scordate la mascherina!

Se avete bisogno di fermarvi a dormire scrivete a:
brugoleemerletti@autistici.org Quest’anno non possiamo gestire le improvvisate

Se avete workshop da proporre… !

Scrivete a : brugoleemerletti@autistici.org

on line – martedì 29 dicembre – creatività nei vuoti urbani

Martedì 29 Dicembre dalle 21.00 alle 22.45 si terrà on-line il settimo incontro organizzato da Criticity-Futuri Urbani dal titolo: “Creatività nei vuoti urbani:Attualità e potenzialità” con la partecipazione del Csa Next-Emerson e Paola Boscaini

Link per partecipare alla diretta https://meet.google.com/vwv-xrzm-fdm

Sito di Criticity https://www.criticity.org/

Le registrazioni degli incontri precedenti https://radiowombat.net/category/podcast/criticity/