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Martedì 13 luglio dalle h 9.00 piazza beccaria – presidio contro l’asta dell’area del Csa next-emerson

Martedì 13 luglio presso uno studio notarile in Piazza Beccaria si terrà l’asta dell’area del Csa Next-Emerson

Se l’asta verrà aggiudicata il Next-Emerson rischia lo sgombero.

Il Next-Emerson non si vende !

Non tutta la città è in vendita !

Sapevamo che sarebbe giunto questo momento: il nostro centro sociale è stato messo all’asta per essere demolito e lasciare spazio all’ennesima speculazione edilizia. Non hanno chiaro che i muri che vorrebbero vendere in realtà sono molto più difficili da abbattere di quanto credono. Contengono ed espandono un humus culturale creativo e libertario che ha una storia trentennale, autogestito da un collettivo unito nella necessità di lottare per mantenerlo vivo il più a lungo possibile. Per tutto ciò vogliamo gridare a gran voce, uniti e decisi, che non lasceremo mai che i nostri spazi ci vengano portati via! Impediremo qualsiasi azione che danneggi i nostri muri, siano essi fisici o politici, non ci spaventeremo. 

Qui sotto alcuni link ad articoli che abbiamo scritto rispetto a questa problematica:

Vogliono vendere il next-Emerson, il Next-Emerson non si vende

Sabato 26 il NextEmerson va a Bologna!

Il NextEmerson va in trasferta a Bologna!

Sabato 26/6 in piazzetta San Rocco al Pratello, a Bologna, iniziativa pubblica organizzata dall’assemblea di XM24 con la complicità di Pratello R’Esiste on a solitary Beach

  • Dalle 16 – Bar, cibo e serigrafie solidali  – Live painting
  • Ore 17 – Discussione pubblica Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

  Ne parliamo con: Assemblea XM24 (Bologna), CSOA Next Emerson (Firenze), Casa Galeone (Macerata), Campetto Occupato (Giulianova), Bancarotta (Bologna)

  • Dalle 19 : 30 alle 21:00 – intrattenimenti musicali: Freestyle con Digiuno aka Socio e live acustici con i Rom e Giulietta

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Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

Sono sempre più’ numerosi i casi di esperienze sociali e spazi autogestiti che rischiano di finire a causa di processi speculativi che avvengono sopra le loro teste. Le Amministrazioni delle città puntano a rifarsi il look per attirare sempre più’ capitali (turisti, investitori, start up) riqualificano, come dicono loro, cementificando e di fatto sostenendo la gentrificazione di intere aree.  Spesso si tratta di zone lasciate per anni ai margini, nell’ abbandono e incuria e dove nel disinteresse delle amministrazioni sono sorte dalle macerie delle esperienze di autogestione che in maniera collettiva, comunitaria, dal basso hanno ridato vita a quelle aree rendendole attraversabili e fruibili a migliaia di persone, costruendoci spazi in liberazione e fuori dalle logiche del profitto e della guerra di umanità che vorrebbero imporci. In questi tempi bui di  mercificazione selvaggia di ogni cosa (cibo, città, cultura) queste zone rimaste a lungo ai margini della città che conta vengono improvvisamente ritenute interessanti per attuarvi grossi investimenti speculativi pubblico-privati spesso mascherati da progetti di interesse sociali.  Per realizzare questi piani sono pronti a tutto, anche a spazzare via quelle comunità’ e quegli spazi autogestiti che negli anni si sono fortemente radicati nel territori diventandone parte integrante, presidi di antifascismo e di solidarietà, laboratori di sperimentazioni di un mo(n)do di vivere diverso. Quelle realtà – anticapitaliste, critiche, solidali – non sono compatibili con i piani redditizi stabiliti dall’alto e sono fastidiose in quanto critiche e resistenti, capaci di pensieri alternativi e di manifestare dissenso verso l’idea dominante.  Pertanto vanno sgomberate, (s)vendute all’asta o a ricchi impresari, insomma cancellate per lasciare spazio al mero interesse economico.

E’ quello che è successo allo Spazio Pubblico Autogestito XM24 di Bologna, sgomberato a suon di ruspa nell’estate 2019 perché l’Amministrazione comunale ha deciso che al posto di XM24 deve sorgere un co-housing da ben 11 appartamenti. E’ quello che è successo all’Asilo di Torino, sgomberato in nome della gentrificazione del quartiere Aurora, è quello che è successo al CSOA Il Molino di Lugano, recentemente sgomberato e parzialmente distrutto per lasciare il posto a un centro di studi tecnologici all’avanguardia. E’ quello che rischiano tante altre realtà tra cui quelle che abbiamo invitato a questo incontro, realtà differenti tra di loro per forma, storia e pratiche ma accomunate dalla dall’autogestione e dall’essere minacciate nella loro esistenza da processi speculativi.

Cosa possiamo fare, dal basso, collettivamente, in autogestione per provare a fermare o limitare questi processi che minacciano l’esistenza delle realtà autogestite? Quali sono esempi e pratiche positive sperimentate dalle differenti esperienze? Cosa fare per continuare a r/esistere come realtà autogestite e non essere eliminate o messe sempre più’ ai margini degli spazi urbani ? Che ne e’ dell’idea degli spazi autogestiti come bene comune? Come resistere alla retorica della partecipazione calata dall’alto e del ricatto della legalità’?

Comunicato e alcune iniziative

AAA: vendesi Csa nEXt Emerson, seducente centro sociale


Il Centro Sociale Autogestito nEXt Emerson è parte integrante di una lunga storia trentennale della città di Firenze. Una storia di cultura popolare, votata all’autogestione, basata su quei meccanismi di crescita collettiva legati alla costruzione di spazi pubblici, in cui le persone si possono mettere in gioco in prima persona. Ambienti nei quali la costruzione e la progettazione stessa del luogo diventano parte integrante del percorso di definizione dello spazio fisico, anche quando questo processo entra in conflitto con gli interessi economici.Un semplice, ma non banale esperimento, teso a realizzare un luogo nel quale non valga il ricatto, sempre presente nelle nostre vite, “giusto = economicamente conveniente”.


Nel 2006 via di Bellagio ospitava tre capannoni vuoti già da anni destinati ad appagare il vorace bisogno di suolo della speculazione edilizia. Il paesaggio di gran parte della periferia nord ovest della città in quegli anni era ormai stato ridefinito in questo senso: milioni di metri cubi di cemento sono piovuti su Rifredi, Castello, sulla piana di Sesto. Da questo tsunami di cemento, in quello stesso anno, viene anche travolta la vecchia sede del Centro sociale Ex emerson di via Niccolò da Tolentino. Dato che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, gli scandali legati alla speculazione edilizia e all’edificazione selvaggia buttano a gambe all’aria la giunta dell’allora sindaco Domenici, mettendo a nudo il malsano patto tra politica e affari. 
La nuova occupazione dell’nEXt Emerson in via di Bellagio, si inserisce quindi in questo tipo di scenario: una sorta di diga costruita dal basso per arginare almeno un poco la cementificazione delle periferie. L’area occupata era stata acquistata poco prima dalla cooperativa Unica, che già da qualche anno aveva abbandonando la propria vocazione cooperativistica, per abbracciare il modus operandi delle voraci immobiliari. Il progetto dell’Unica, storicamente legata al PD, prevedeva il cambio di destinazione d’uso, da manufatturiero a residenziale, l’abbattimento degli edifici e la costruzione di villette di pregio, in quella zona così appetibile, a ridosso delle colline. L’Unica fallisce prima di poter realizzare il progetto, anche se riesce a ottenere l’inserimento del cambio di destinazione d’uso nel Piano Strutturale. Il fallimento della cooperativa è determinato proprio da quella gestione disinvolta del proprio capitale sociale, che la vedeva farsi immobiliare in cerca di affari. Gli edifici del Centro sociale rientrano così nel processo di liquidazione fallimentare dei beni dell’Unica. 


Nei quasi 15 anni che hanno scandito questi passaggi il nEXt Emerson ha continuato e ampliato la propria autogestione. Lo spazio è stato attraversato da decine di migliaia di persone e si è delineata un’intensa programmazione settimanale, che spazia dalla palestra popolare, al tango, dal laboratorio informatico dell’hacklab alla collaborazione con il progetto che Aria Tira, la sala prove, lo studio di registrazione, le strutture per skate e bmx, i laboratori di autocostruzione, la biblioteca e libreria autogestita, il cinema, le presentazioni di libri, fino a giungere al Nema: Next Emerson Museo Autogestito, un progetto artistico che pone l’attenzione proprio sulla ridefinizione continua della spazio fisico del Csa. 


In tutti questi anni abbiamo cercato di sostenere e mantenere il contatto con le lotte contro quella che consideriamo una malsana idea di città, che piega e cerca di far coincidere i bisogni della cittadinanza con gli interessi economici di gruppi finanziari e fondi di investimento.Ma mentre noi vivevamo e crescevamo come centro sociale, la grigia e kafkiana burocrazia dei processi fallimentari faceva il proprio corso, e così il 13 luglio 2021 i locali del CSA si ritrovano per la prima volta messi all’asta.


Nel bando ci si riferisce a noi con il termine, velatamente e fastidiosamente dispregiativo, di “sedicente” centro sociale. Ma si tratta crediamo di un refuso: negli anni ci siamo dimostrati piuttosto, per le non poche persone che hanno voluto attraversare questo spazio, un “seducente” centro sociale.

Chi negli anni ha imparato a amare questo luogo e il proprio percorso di autogestione, sa bene che in noi di “sedicente” non c’è nulla: noi cerchiamo di incarnare e realizzare la nostra legittima aspirazione a una vita degna. Una vita in cui non siano i soldi a determinare le scelte e le persone stesse siano al centro del proprio percorso di crescita collettiva e individuale. Non ci sembra che gli altri attori in gioco possano sinceramente dire altrettanto di sè.


La pandemia in questo anno e mezzo ha costretto il corpo sociale a ridefinire fino al non sense e al paradosso, l’aggettivo “sociale”. E dopo un anno e mezzo di sofferenze ci ritroviamo pure a fare i conti con un capitale in crisi d’astinenza, aggressivo e vorace. Le amministrazioni inseguono come un’entità salvifica una ripresa economica nella quale indistintamente si contempla tutto e il suo contrario: ridefinire la città attraveso le grandi opere, ma anche a volumi zero, far ripartire l’edilizia con milioni di metri cubi di cemento, ma anche renderla più verde, ripopolare il centro storico, ma anche zepparlo di nuovo di turisti. Si potrebbe continuare per esercizio: per ogni affermazione dell’amministrazione è possibile trovarne una di segno opposto e conseguenze contrarie, ma pronunciata con il massimo convincimento. 
L’operazione in atto sugli edifici di via di Bellagio è solo una piccolo pezzo in un puzzle ben più articolato di un’immagine di città volutamente confusa e confondente, ma nel quale per orientarsi è sufficiente seguire il flusso del denaro. Semplice e banale.

E così, come dicevamo all’inizio del testo, semplice, ma non banale è il sentimento che ci anima a spingere in direzione opposta.

Giovedì 10 giugno h 11 c/o Casa del popolo di castello
Conferenza stampa con gli abitanti del quartiere di Castello sulle
criticità urbanistiche dell’area Cerdec, via di Bellagio (dove è situato il Centro Sociale) e Via chiuso dei Pazz
i

Sabato 19 giugno dalle h 15 Pz Dalmazia
nEXt Emerson in piazza, spostiamo le attività del Csa in strada

Martedì 13 luglio, dalle h 9, Pz Beccaria
Presidio davanti allo studio notarile dove viene messa all’asta l’area
del Csa Next-Emerson

22 e 23 maggio – brugole e merletti

La due giorni di laboratori pratici e autoriparazioni che vi era mancata!

22-23 maggio 2021 @ NextEmerson – Firenze

Tutti i workshop sono, ovviamente, liberi e gratuiti. Non sono obbligatorie prenotazioni, ma se ci scrivete prima ci aiutate a organizzare meglio il tutto (brugoleemerletti@autistici.org).

Lo spirito della due giorni e’ quello del doityourself e dell’autogestione: porta i materiali di cui pensi ci sia bisogno, condividi saperi e attrezzi… e divertiti!

Per ogni dubbio o necessita’ scrivici.

Programma

Info pratiche e logistica

Inoltre: quest’anno tutti i workshop si svolgeranno all’aperto, in luoghi molto spaziosi e organizzati in modo tale da non creare ammucchiamenti.
Voi pero’ non scordate la mascherina!

Se avete bisogno di fermarvi a dormire scrivete a:
brugoleemerletti@autistici.org Quest’anno non possiamo gestire le improvvisate

Se avete workshop da proporre… !

Scrivete a : brugoleemerletti@autistici.org

on line – martedì 29 dicembre – creatività nei vuoti urbani

Martedì 29 Dicembre dalle 21.00 alle 22.45 si terrà on-line il settimo incontro organizzato da Criticity-Futuri Urbani dal titolo: “Creatività nei vuoti urbani:Attualità e potenzialità” con la partecipazione del Csa Next-Emerson e Paola Boscaini

Link per partecipare alla diretta https://meet.google.com/vwv-xrzm-fdm

Sito di Criticity https://www.criticity.org/

Le registrazioni degli incontri precedenti https://radiowombat.net/category/podcast/criticity/

Domenica 20 dicembre – Pranzo sociale mais 100%

Domenica 20 dicembre 2020
Pranzo sociale alle ore 12.30

Seconda chiamata: si replica il pranzo sociale Domenica 20 dicembre

questa chiamata sara’ anche una maniera per sostenere il progetto delle comunita’ Zapatiste del Messico, con la presentazione del libro Sindrome di Peter Punk con l’autore Alessandro Meo “Sante”, il quale ricavato sara’ dedicato al progetto di Educazione Autonoma Zapatista.

Obbligo di prenotazione entro giovedi’ 17.
Specificare se onnivori, vege o vegan.. grazie!
(contatto: 3475922888)
p.s. non scordare la tua mascherina!

Questa volta si viaggia  in Messico..!
Menu:

Tlayudas con guarniciones de  guacamole e frijoles fritos
Sopa Aztecas con mais ý nachos.
Tacos de Chili con carnes y vege-vegan
Caldito de camaron picantes
Y flan de chocolate al chili
Tutto mais 100%
Y vinito

La sindrome di Peter Punk

Autore: Alessandro Meo (Sante)
Editore: Elementi Kairos
Illustrazioni: Alessandro Eusebi, Bastian Contrario, Chew-z, EricaSilvestri, ERRE PUSH, ILL Nano, M., Sabina Salussolia, Stefania Mapu-labe Viola Delfina.

Sindrome di Peter Punk è un esercizio per l’immaginazione. Un insieme di racconti non pensati come prodotti finiti ma come occasione per crescere insieme, per far sì che la narrazione fiorisca grazie alla fantasia d’ognuna. Quattordici storie che destano l’immaginazione, le bussano sulla spalla e la svegliano proponendole di giocare. Storie che non si limitano a raccontare ma pongono domande e offrono una prospettiva dal basso, storica e fantastica.Sindrome di Peter Punk è un viaggio tra immaginario e reale, tra tempi e spazi differenti accomunati da personaggi che si muovono tra fantasia e realtà. Dall’inverno del Covid fino all’assolato porto di Valparaíso degli anni ˈ50, passando per le festose strade di Lisbona in quel vittorioso 25 aprile del ˈ74. Con le corse di Zazà, la fermezza di Amina e l’allegria di Zilan, ci avventuriamo in un mondo dove l’ingiustizia è sempre presente, così come la speranza, i sogni e la necessità di lottare senza mai perdere la tenerezza.La Sindrome di Peter Punk è la diagnosi di una malattia da cui nessuno dovrebbe mai guarire.

Sab 16/11 h 9.30-13.00 Boicotta AirBnb

AirBnB nasce nel 2008 da un’idea di sharing economy di due ricercatori di San Francisco. Nel giro di pochi anni, con la spinta di forti investimenti foraggiati dai magnati delle start-up della Silicon Valley, è diventata il colosso economico delle abitazioni turistiche che oggi conosciamo in tutto il mondo.

Ciò è potuto accadere all’interno di un contesto che vede una classe media sempre più impoverita, che cerca di “sfangare il lunario” e arranca sempre più ad arrivare a fine mese. Attraverso un discorso che basa la sua retorica sulla condivisione, start up come Netflix, Spotify, Uber e, per l’appunto, AirBnB cercano di incanalare il disagio socio-economico nell’immaginario della sharing economy : la nuova trovata del capitalismo è farci credere che stiamo creando una soluzione progressista e generosa alle difficoltà, che sono date dalle crescenti disuguaglianze economiche causate dal capitalismo stesso.

Ma dietro a questa illusione che basti condividere (a pagamento) per risolvere le contraddizioni del sistema, si cela la vera faccia di un nuovo mercato che continua ad arricchire chi è già ricco.

In particolare AirBnB, in un’escalation di crescita di utenti e numeri a velocità esponenziale, sta contribuendo a cambiare il volto di numerose città e paesi d’Italia e di tutto il mondo, in peggio. Analizzando i dati sulla piattaforma Inside Airbnb possiamo accorgerci di quanto e come l’azienda stia cambiando il mercato abitativo. In Italia sono presenti oltre 415 mila appartamenti in affitto (per un totale di 1,8 mil di posti letto), di cui circa il 75% posseduti da multiproprietari e, sempre nella stessa percentuale, appartamenti interi (quindi che restano vuoti se non affittati e non camere d’ospiti “condivise”).

Sicuramente ciò non giova a chi le città le vive, bensì ai multiproprietari di appartamenti e alle grosse agenzie che detengono l’egemonia del mercato di immobili in affitto, sprezzanti delle dinamiche dei quartieri in cui speculano. In una situazione abitativa già in emergenza da anni, questo fenomeno accelera la riduzione (e può provocare la scomparsa) degli affitti a lungo termine, il rincaro generale di tutti gli affitti e uno scadere del tessuto commerciale e sociale. Inoltre, il consumo “mordi e fuggi” legato al turismo, causa la perdita di servizi -sanitari, scolastici, logistici- e di commerci di vicinato, poiché questi sono necessari in quartieri vissuti quotidianamente dalle persone, ma sono meno vantaggiosi del commercio legato a locali notturni e ristoranti. Inoltre, AirBnb si espande sempre più oltre i centri storici (colpiti da fenomeni di turistificazione già da prima dell’avvento di AirBnB) in aree fino ad adesso popolari ma caratterizzate dalla la vicinanza ai centri (come per esempio un’area residenziale collegata al centro da un servizio tramviario).

A causa dell’invasività fisica e sociale del fenomeno AirBnB alcune città stanno cercando di regolarne l’azione attraverso tassazioni (come l’estensione della “tassa di soggiorno”). Ma quest’ultime, se non debitamente reinvestite in politiche sociali e abitative, non diminuiscono neanche lontanamente la portata del problema e non attutiscono il danno provocato.

In ogni caso, l’azienda non vuole alcun tipo di vincolo e la controffensiva non è tardata ad arrivare il 16/10/19 si terrà in tutta Italia un’iniziativa promossa da AirBnB Italia dal titolo
“100case100idee. Le primarie dell’ospitalità”. L’iniziativa vedrà, in 100 differenti città d’Italia, alcuni degli “host” della piattaforma aprire le proprie case a *“a host, viaggiatori,
amministratori locali e associazioni *per *“discutere di turismo responsabile e sostenibile e per elaborare proposte concrete e attuabili per il futuro del Paese.”*. In piena coerenza con l’immaginario retorico della condivisione e della messa in comune, l’azienda invita i propri membri a sentirsi parte della sua comunità e ad “*autorganizzarsi*” per creare un evento diffuso che amplifichi e promuova il suddetto immaginario, recentemente messo in discussione dalle politiche di tassazione portate avanti in alcuni Comuni italiani.

Noi crediamo che l’autorganizzazione e la comunità siano due concetti strettamente anticapitalisti, di primaria importanza, per i quali vali la pena lottare e per i quali lottiamo da anni. Comunità e autorganizzazione saranno sempre inconciliabili con un modello di vita che spinge sul pedale dell’individualismo come pilastro fondante della sua etica.

AirBnb è un prodotto del libero mercato che sta svuotando le nostre città al solo scopo di riempire le proprie tasche e quelle di pochi imprenditori. Ecco perché sentiamo il dovere di opporci, boicottarlo e fermarlo.

Creiamo e lanciamo a partire da questa data la campagna “Boicotta AirBnB: 100 case 100 sfratti”, come primo passo di lotta contro chi sfrutta e specula sulle nostre città. Vorremmo che questa campagna continui ben oltre la data del 16\11 per portare al centro dell’attenzione la distruttività di Airbnb: impegniamoci giorno per giorno e fermiamo il suo dilagare!

Sabato 26 ottobre – Montanti dal basso Cap II

GIORNATA BENEFIT Palestra Popolare San Pietrino


Ore 15:00 Presentazione Palestra Popolare SanPietrino e delle attività che si svolgono all’interno .
In concomitanza ci saranno le visite mediche preliminari a tutti gli atleti che si esibiranno negli incontri serali

Ore 16:00 Inizio Assemblea Nazionale del Coordinamento Cappa e con le altre realtà

Ore 18:30 Appuntamento degli allenatori e degli atleti . Decideremo anche arbitraggio e giuria

Ore 19:30 Apericena con dimostrazioni di acrobatica aerea della palestra San Pietrino

Ore 20:30 Inizio incontri di pugilato
Le esibizione si concentreranno al meglio delle 3 riprese da 2 minuti l’una (3X2) con verdetto finale. Giuria composta dal Coordinamento Cappa con arbitro e autoambulanza a bordo ring.
Il ring sul quale saranno svolti gli incontri sarà regolamentare 6mX6m

Durante qualche intervallo tra i match , i ragazzi Della Breakdance ci presenteranno Bboying exhibition by Exchange cypherz

Dalle ore 23:30 Concerto Live Kontraband, reggae da Firenze Dj Lore J Dj Frankina, il meglio della trash nella piana

🍕🍕🍕🍕🍕🍕 Durante la serata si potrà continuare a mangiare perché verranno sfornate pizze cotte a forno a legna. 🍕🍕🍕🍕🍕🍕

Contributo per la serata a offerta libera


VOGLIAMO RICORDARE CHE:

LO SPORT È UNA RISORSA; È AGGREGAZIONE E PUNTO DI RIFERIMENTO PER LE PERSONE E DEVE ESSERE ACCESSIBILE A TUTTI.
W LO SPORT POPOLARE! W LA SAN PIETRINO!

Arriva Hackmeeting 2019!

WEBprimavera1-scuroDEFFervono gli allestimenti e i preparativi… al NextEmerson torna Hackmeeting!

Tre giorni di seminari, dibattiti, magia digitale e analogica, scambi di idee e apprendimento collettivo, per analizzare insieme le tecnologie che utilizziamo quodidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre piu’ stretti.

Solo per veri/e hacker, ovvero per chi vuole gestirsi la vita come preferisce e sa s/battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua.
Hackmeeting e’ completamente autogestito: non c’e’ chi organizza e chi fruisce, ma solo chi partecipa.

Da giovedi’ 30 maggio a domenica 2 giugno 2019

Tutti i dettagli qui:
https://hackmeeting.org

Programma completo:
https://www.hackmeeting.org/hackit19/schedule.html