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ven 09/07 Gufonero/u-mano u-dito

Il nEXt Emerson presenta:

Gufonero (sludge noise da Trento)
u-mano u-dito (live coding e bassa opinione di sè da Trento)

Ore 21 – 24

Gufonero:

I gufonero nascono in Trentino dalle ceneri degli Xarabras (un trio: due bassi e batteria nati nel 2013-2014). Sono un duo basso (Marcella Spaggiari) e batteria (Andrea Bertagnolli) con alcune parti noise. Si possono classificare come un gruppo sludge-noise atipico. Nel 2016 hanno fatto uscire un 7″, nel 2017 uno split 7″ con i trentini Sovereign e nel 2018 uno split Lp con i toscani La Cuenta e nel Maggio 2021 un lp dal nome “Ipnagogico”.

https://gufonero.bandcamp.com/music

u-mano u-dito:

u-mano u-dito è un’esplorazione progressiva, diventata una spirale senza fondo, nel mondo della computer music e più specificatamente del live coding.
u-mano u-dito si suddivide equamente tra la dimensione live, dove la composizione, descritta dalle istruzioni codificate dal vivo a computer, non viene nascosta anzi, diviene parte centrale della scenica, e la dimensione studio, dalla quale si sono concretizzati dei concept trattanti temi come il pionerismo informatico o il software libero.
u-mano u-dito si basa sui numeri, sulle funzioni, sul dialogo con il calcolatore elettronico, il quale non si limita al ruolo esecutore di basilari istruzioni definite dalla controparte umana, ma si innalza al ruolo di antagonista, istanziando continue sfide algo-rimiche.

umanoudito.bandcamp.com
toplapitalia.gitlab.io

Lunedì 5 luglio h 21.30 arena estiva Cinema di Castello – proiezione di “The milky way”

Csa Next-Emerson in collaborazione con il Cinema di Castello

Arena Estiva all’aperto – via Giuliani

Ingresso gratuito

Il film

Di giorno, le montagne tra Clavière in Italia e Monginevro in Francia sono attraversate da migliaia di sciatori in vacanza sulla neve nel comprensorio sciistico “La Via Lattea”. Di notte, sono percorse di nascosto, tra i boschi, da decine di migranti che lasciano l’Italia e che provano a superare una linea immaginaria chiamata confine per proseguire il loro viaggio in Francia. “The Milky Way” è la storia di solidarietà degli abitanti e dei pericoli affrontati dai migranti, raccontata attraverso scorci di vita e graphic-novel animate sullo sfondo del mondo di montagna nella consapevolezza che – qui come in mare – nessuno si lascia da solo.

Scheda

Durata: 84 minuti Anno: 2020

Regia: Luigi D’Alife

Cast (in ordine di apparizione) Angelo Bonnet, Walter Re, Renata Bompard, Silvia Massara, Davide Rostan, Micaillou , Solange Lefol , Michel Rosseau, Pierre-Yves Dorè, Matheus, Seedy Ceesay, Amadu, Riad

Note degli autori

Le Alpi occidentali tra Italia e Francia sono state nel corso dei secoli una frontiera naturale, così come un luogo di passaggio e d’incontro. I suoi colli costituiscono terra di connessione, mediazione tra popoli e culture differenti. La storia più recente ci racconta come negli ultimi 200 anni siano stati gli italiani ad attraversare clandestinamente il confine per andare a cercare lavoro in Francia, mentre oggi è una rotta utilizzata anche dai migranti di origine africana. Le recenti politiche di chiusura dei confini interni europei, hanno spinto le persone migranti alla ricerca di strade meno battute per lasciare l’Italia e proseguire il viaggio oltre il confine con la Francia, spingendoli a passare tra i sentieri di alta montagna.

The Milky Way è un film corale che, attraverso i racconti, la ricostruzione storica dell’emigrazione italiana degli anni ’50 e le storie dei migranti, getta luce sull’umanità che riaffiora quando il pericolo imminente riattiva la solidarietà, con la convinzione che nessuno si possa lasciare indietro, nessuno si salva da solo .

Lungometraggio realizzato tramite crowfunding e prodotto da “OpenDDB – produzioni dal basso” e “SMK videofactory”

domenica 4 luglio h 17- presentazione n° 54 di zapruder

Domenica 4 luglio ore 17

SupportoLegale presenta Zapruder #54

Sono passati venti anni dal G8 di Genova. Ma cosa è rimasto delle giornate del luglio 2001? L’unica memoria condivisa sembra essere quella delle violenze.

Con il numero 54, «Zapruder» e SupportoLegale si propongono di andare oltre questa narrazione, per indagare piuttosto il prima e il dopo “Genova”: come si è arrivati a quei giorni costruendo terreni comuni che riuscirono a coinvolgere, in forme differenti, decine di migliaia di persone; ma anche i percorsi di sostegno alle militanti e ai militanti finiti sotto processo, i problemi relativi alla conservazione e al reperimento del materiale prodotto dai movimenti, la produzione memorialistica e documentaristica relativa a quelle giornate.

La memoria è un ingranaggio collettivo.

L’area del Csa Next-Emerson all’asta e altre criticità nel quartiere di Castello

La questione asta del Csa nEXt Emerson non si comprende appieno se non la si accosta alle trasformazioni urbanistiche che incombono sul borgo di Castello. Escludendo l’aeroporto, che è il nodo principale in questa parte di città e focalizzandosi solo sulla zona borgo storico e Sodo possiamo individuare alcune criticità emblematiche dell’atteggiamento dell’amministrazione fiorentina e dei proprietari di grosse aeree della zona.

Una prima vicenda che vorremmo provare a illustrare è piccola ma esemplare. In via Chiuso dei Pazzi ai tempi dell’amministrazione Domenici viene costruita una bretella stradale che taglia in due i campi presenti e unisce la zona collinare con la rotonda del Sodo, nei pressi della Chiesa San Pio X. Come “compensazione” per l’opera viene promessa, ma mai realizzata, l’acquisizione dei terreni circostanti per restituirli alla cittadinanza come verde pubblico. Dopo l’insediamento della giunta
Renzi, nel quartiere si svolgono assemblee e iniziative per reclamare l’esproprio dell’area promessa e la costituzione di un giardino comunitario in gestione agli abitanti. La cosa assume dei toni a tratti surreali, come quando a una passeggiata/corteo di quartiere, che ripercorre a ritroso via Chiuso dei Pazzi dal Sodo a via Dazzi, i manifestanti si ritrovano scortati da camionette delle forze dell’ordine. 
La Giunta comunale ha la coda di paglia sulla questione. In seguito alle iniziative degli abitanti e dopo una richiesta formale del consiglio di quartiere per reclamare nuovamente il giardino, viene approvata la seguente mozione in consiglio comunale, di cui riportiamo il testo qui di seguito: “vista la mozione sul Giardino Comunitario del Sodo approvata dal Consiglio di quartiere 5 con deliberazione n. 50038/12 del 19/9/2012; dato atto dell’importanza degli spazi verdi quale luogo d’incontro non per i residenti del q. 5, ma per tutta la cittadinanza; impegna il sindaco a far si che l’area oggetto di richiesta di acquisizione, sia destinata a finalità che vedano accolte le aspettative dei cittadini.”

Era il 2013, sono passati 8 anni, l’area continua a essere di un privato che nel frattempo ha pensato bene di mettere a frutto i terreni e, con una manovra da giocoliere, ha edificato l’anno scorso una prima antenna per telefonia mobile e sta concludendo in questi giorni la posa in opera della seconda. La sua abilità è consistita principalmente nello schivare per pochi metri il vincolo ambientale/paesaggistico della buffer zone, che per l’appunto inizia qualche metro più in là.
L’operazione è oggetto di alcune interrogazioni, alle quali seguono dei rilievi dell’Arpat e del Comune, che sostanzialmente conclude: l’operazione fa schifo, ma non possiamo farci niente, perché schiva ogni vincolo e rimane solo quello archeologico, che però viene rispettato.
Confrontando diverse mappe di quei terreni e limitrofi sono però evidenziati in più di una i resti dell’acquedotto romano, che sembrano terminare proprio nei pressi della nuova antenna. Ci domandiamo se il comune si sia veramente impegnato in questa operazione di verifica.

Inoltre in tutte le risposte alle interrogazioni sulla vicenda non c’è mai traccia, neanche come mea culpa, del fatto che il problema non sarebbe esistito se quell’area fosse stata restituita a verde pubblico come da impegno iniziale, e che comunque quel giardino comunitario promesso nel 2013 non è mai stato realizzato. Questa vicenda nella sua storia minuta e specifica, è però paradigmatica del modus operandi dell’amministrazione, di grandi proprietari e costruttori.

Spostandoci un poco più a nord e entrando nel borgo di Castello, troviamo la storica Casa del Popolo, accanto all’ex asilo Ritter, uno stabile occupato, ora all’interno di un percorso di autorecupero, e alle spalle di entrambi, l’enorme area dell’ex Cerdec. Si tratta di 40 mila metri quadri di capannoni e terreni, acquistati da un consorzio di aziende edili con un progetto che, se realizzato secondo le previsioni, porterà a uno sconvolgimento della struttura del quartiere.
L’inserimento di unità abitative porterà a una crescita dei residenti non facilmente quantificabile, ma comunque nell’ordine di diverse centinaia con l’attuale popolazione del quartiere di circa 3000.

Una trasformazione di questo tipo pone non pochi problemi: le scuole che non sono già sufficienti ora; le strade con le uniche arterie di scorrimento che sono via Reginaldo Giuliani e la Sestese e il resto che sono vie storiche strettissime a senso unico con a lato case. Il trasporto pubblico, che si è parecchio complicato in questi anni, con l’istituzione dello scambio obbligato con la tramvia in piazza Dalmazia. La sanità con l’unico presidio Asl della zona che è stato smantellato da tempo. Tutto questo in un’area che sta a ridosso delle Ville Medicee patrimonio Unesco, e in particolare è separata da villa Corsini solo da via Ricci, una stradina larga 3 metri.

Non ultimo il verde pubblico, che nel progetto è stato relegato in aree di difficile raggiungibilità sul retro degli edifici, quasi a sembrare un giardinetto condominiale e e che sostanzialmente diventa un valore aggiunto per la proprietà invece che una reale fruizione pubblica. L’area è in stato di demolizione e bonifica e i rilievi precedenti sottolineavano la presenza di metalli pesanti dovuti alla passata attività produttiva. Gli edifici si caratterizzano per la presenza di amianto, ampiamente utilizzato negli anni ’80 come isolante. Completamente immersi nell’abitato dovranno quindi essere bonificati, e andrà verificato che i metalli non siano presenti nelle falde acquifere. Si dovrà quindi procedere alla demolizione e riedificazione, con il conseguente transito di automezzi pesanti per anni e costante presenza di polveri dovute ai cantieri.In che modo è stato comunicato tutto questo alla cittadinanza? Qualcuno gli ha chiesto se sono contenti ?

Spingendosi quasi al confine con Sesto, giungiamo infine all’area di via di Bellagio, che da più di 15 anni ospita il Csa nEXt Emerson. Abbiamo già dato ampi cenni sulla questione in comunicati e articoli precedenti ma vogliamo aggiungere alcune cose possibili e concrete. In particolare la richiesta , riportata anche da fonti giornalistiche, da parte di un soggetto privato del cambio della destinazione d’uso di una parte dell’area, per essere destinata a ricettivo, quindi in strutture alberghiere/turistiche

Una mossa prevedibile viste le dimensioni ridotte dell’area e la presenza di molti vincoli urbanistici, che non la rendono un affare se non per strutture di lusso. L’area concluderebbe in questo modo il proprio percorso speculativo: acquistata per circa 200 mila euro come area dismessa a destinazione industriale, aumenta il proprio valore a 2,7 milioni di euro, senza fare nulla, solo per effetto del cambio di destinazioni d’uso in residenziale, cioè un atto amministrativo.

Un nuovo scatto potrebbe avvenire con questo passaggio. È interessante e insieme spaventoso notare come quattro parole su un foglio di carta possano innescare un tritacarne per la nostra esperienza. Ci domandiamo, senza aspettarci una risposta, in che modo si possa pensare che un sistema basato su queste regole, sia in grado anche solo di aspirare a produrre qualcosa di giusto e dignitoso. Con buona pace del nuovo rinascimento fiorentino, della Firenze non dipendente dal turismo, e tutti gli slogan di cui ci si riempie la bocca. Vedremo se la linea pubblicizzata dalla Giunta Comunale di non concedere più cambi di destinazione d’uso in questo senso rimarrà lettera morta per l’area del nEXt Emerson e tutte le aree soggette alla turistificazione

Rimane la determinazione e il fatto che noi non intendiamo andarcene da qui e quello che abbiamo innescato è un processo inverso e virtuoso di segno opposto alla svendita del patrimonio pubblico a privati. Con la nostra pratica abbiamo fatto diventare a fruizione pubblica un’area privata, un percorso che portiamo avanti da anni e che ha fatto diventare di fatto l’area del Csa Next-Emerson un bene collettivo e un argine alla speculazione edilizia.

Vogliono vendere il Next-Emerson, il Next-Emerson non si vende !

Martedì 13 Luglio h 9.00 Piazza Beccaria – Presidio contro l’asta

Sabato 26 il NextEmerson va a Bologna!

Il NextEmerson va in trasferta a Bologna!

Sabato 26/6 in piazzetta San Rocco al Pratello, a Bologna, iniziativa pubblica organizzata dall’assemblea di XM24 con la complicità di Pratello R’Esiste on a solitary Beach

  • Dalle 16 – Bar, cibo e serigrafie solidali  – Live painting
  • Ore 17 – Discussione pubblica Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

  Ne parliamo con: Assemblea XM24 (Bologna), CSOA Next Emerson (Firenze), Casa Galeone (Macerata), Campetto Occupato (Giulianova), Bancarotta (Bologna)

  • Dalle 19 : 30 alle 21:00 – intrattenimenti musicali: Freestyle con Digiuno aka Socio e live acustici con i Rom e Giulietta

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Ma chi ha detto che non c’è…esperienze sociali autogestite ai tempi dello sviluppo insostenibile

Sono sempre più’ numerosi i casi di esperienze sociali e spazi autogestiti che rischiano di finire a causa di processi speculativi che avvengono sopra le loro teste. Le Amministrazioni delle città puntano a rifarsi il look per attirare sempre più’ capitali (turisti, investitori, start up) riqualificano, come dicono loro, cementificando e di fatto sostenendo la gentrificazione di intere aree.  Spesso si tratta di zone lasciate per anni ai margini, nell’ abbandono e incuria e dove nel disinteresse delle amministrazioni sono sorte dalle macerie delle esperienze di autogestione che in maniera collettiva, comunitaria, dal basso hanno ridato vita a quelle aree rendendole attraversabili e fruibili a migliaia di persone, costruendoci spazi in liberazione e fuori dalle logiche del profitto e della guerra di umanità che vorrebbero imporci. In questi tempi bui di  mercificazione selvaggia di ogni cosa (cibo, città, cultura) queste zone rimaste a lungo ai margini della città che conta vengono improvvisamente ritenute interessanti per attuarvi grossi investimenti speculativi pubblico-privati spesso mascherati da progetti di interesse sociali.  Per realizzare questi piani sono pronti a tutto, anche a spazzare via quelle comunità’ e quegli spazi autogestiti che negli anni si sono fortemente radicati nel territori diventandone parte integrante, presidi di antifascismo e di solidarietà, laboratori di sperimentazioni di un mo(n)do di vivere diverso. Quelle realtà – anticapitaliste, critiche, solidali – non sono compatibili con i piani redditizi stabiliti dall’alto e sono fastidiose in quanto critiche e resistenti, capaci di pensieri alternativi e di manifestare dissenso verso l’idea dominante.  Pertanto vanno sgomberate, (s)vendute all’asta o a ricchi impresari, insomma cancellate per lasciare spazio al mero interesse economico.

E’ quello che è successo allo Spazio Pubblico Autogestito XM24 di Bologna, sgomberato a suon di ruspa nell’estate 2019 perché l’Amministrazione comunale ha deciso che al posto di XM24 deve sorgere un co-housing da ben 11 appartamenti. E’ quello che è successo all’Asilo di Torino, sgomberato in nome della gentrificazione del quartiere Aurora, è quello che è successo al CSOA Il Molino di Lugano, recentemente sgomberato e parzialmente distrutto per lasciare il posto a un centro di studi tecnologici all’avanguardia. E’ quello che rischiano tante altre realtà tra cui quelle che abbiamo invitato a questo incontro, realtà differenti tra di loro per forma, storia e pratiche ma accomunate dalla dall’autogestione e dall’essere minacciate nella loro esistenza da processi speculativi.

Cosa possiamo fare, dal basso, collettivamente, in autogestione per provare a fermare o limitare questi processi che minacciano l’esistenza delle realtà autogestite? Quali sono esempi e pratiche positive sperimentate dalle differenti esperienze? Cosa fare per continuare a r/esistere come realtà autogestite e non essere eliminate o messe sempre più’ ai margini degli spazi urbani ? Che ne e’ dell’idea degli spazi autogestiti come bene comune? Come resistere alla retorica della partecipazione calata dall’alto e del ricatto della legalità’?

Sabato 19 giugno – Next Emerson in piazza





Vogliono vendere il Next-Emerson, il Next-Emerson non è in vendita !

Sabato 19 Giugno dalle 17 alle 22 – Piazza Dalmazia

Attività del Centro Sociale in piazza

17.30 – Palestra Popolare Sanpietrino

18.45 – Breakdance

19.45 – Tango Sognato

21.00 – Presentazione di “Cyber bluff” (Eris edizioni) con l’autore Ginox

Durante la giornata: laboratorio di autoriparazioni con l’hacklab If_do, performance Nema (Next Emerson Museo Autogestito) e biblioteca/distribuzione libri, info attività del Centro Sociale

dom 13/06 scegliemmo la montagna

Radio Wombat & Next Emerson presentano:

“Scegliemmo la montagna”

Storie e memorie di resistenza partigiana disseminati su tre sentieri che toccano i luoghi simbolo di quella che è stata una parte importante della guerra di resistenza nelle campagne fiorentine.

Tre percorsi che convergono al cippo di radio CoRa nell’anniversario dell’uccisione per mano nazi-fascista delle persone che avevano sviluppato il progetto della radio pirata, strumento rivelatosi indispensabile nella guerra di liberazione dalle forze occupanti.

Durante le passeggiate racconti e collegamenti radio.

Percorso 1

Partenza alle 10 alla Cappella di San Jacopo (Piazzale di Ceppeto). A fianco del bar, troveremo un percorso che gira intorno ai rilievi, senza salirci. Passeremo per la Fonte dei Seppi, poi continueremo tra boschi e prati fino ad arrivare al cippo di Radio CoRa. Circa 8 km, ~2h di cammino, 100+ dislivello. Difficoltà: volenterosi/e

Percorso 2

Ritrovo alle 9.30, partenza alle 10 dal csa NextEmerson, in via di Bellagio a Castello. Seguiamo il percorso fino a S. Michele a Castello, poi Castellina, proseguiamo sul sentiero CAI 4, 5 e 16 fino al cippo di Radio CoRa. Circa 6 km, ~1h30 di cammino, 400+ dislivello. Difficoltà: stambecchi urbani

Percorso 3

Ritrovo ore 9 al cippo in Via della Terzollina, località Serpiolle, per imboccare un sentiero che risale la valle della Terzollina nel bosco fino alla stazione di Montorsoli, per poi dirigersi verso la chiesa di Sant’Andrea a Cercina e arrivare infine a Radio CoRa. Il tracciato, misura circa 12 km con un dislivello di +450 e si prevede una percorrenza di circa 4 ore. Necessari scarponi, pantaloni lunghi e, se ne avete, strumenti a taglio per liberare a dovere il sentiero. Difficoltà: temerari/e

Al cippo di Radio CoRa ad accogliere i gruppi ci sarà la regia Wombat, un pranzo a panini e la Fanfara de La leggera: “canti e sonate di tradizione orale dalla val di Sieve”.

Altre info su: https://macchieurbane.org

mer 16/06 War on Acid THX 1138

War On Acid impro spoken da schizo/realtà e cyberverse. Musica che si espande oltre le dicotomie alla ricerca delle molteplicità mutanti inconsce del corpo che le contiene.

Live electronix: THX https://musicaesoterica.bandcamp.com/album/musica-esoterica
https://thx1138.noblogs.org/
Dj set d’acciaio: naotodate

Ore 19-23

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All’inizio di marzo, valutata la situazione sanitaria che stavamo vivendo, il NextEmerson ha deciso di sospendere temporaneamente tutte le attivita’ all’interno del proprio spazio. E’ stata una decisione difficile, ma lo spirito con cui l’abbiamo fatto e’ stato lo stesso con cui adesso decidiamo di riaprire. Prima di tutto, e sopra ogni altra cosa, il NextEmerson vive per prendersi cura l’uno dell’altra. Non aspettiamo regole dalle istituzioni, ma ce le diamo noi stessi, a volte anche piu’ stringenti, ma scelte e valutate insieme.
Per questo, al momento della riapertura, abbiamo deciso di darci delle regole che vi chiediamo di condividere. Sono il frutto del nostro confronto, delle nostre discussioni e della nostra sensibilita’, siete tutte e tutti invitati a contribuirvi partecipando alla nostra assemblea settimanale il martedi’ alle 21.30.
Non date per scontato che chi vi sta accanto abbia la stessa vostra serenita’ nel viversi i rischi sanitari legati a questa pandemia. Se voi vi sentite tranquille e a vostro agio, le altre persone potrebbero invece avere mille motivi per non esserlo, cercate di non prevaricarle e fate attenzione ai segnali che vi vengono dati.
Abbiate cura degli spazi del NextEmerson e delle persone che quotidianamente lo vivono. Aiutateci a tenerlo pulito, non lasciate in giro la vostra spazzatura, non fate cose che potrebbero metterlo a rischio.
Sentitevi responsabili per voi, ma anche per chi vi sta accanto o per chi verra’ domani. Alcune pratiche di buon senso e di igiene sono onestamente utili e richiedono poco sforzo.
Leggete i cartelli che lasceremo in giro, vi spiegheranno come abbiamo deciso di comportarci nel pratico.