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Raccolta firme nel quartiere: area ex-cerdec

E’ iniziata la raccolta firme riguardante l’area ex-Cerdec situata in via Giuliani.

Per firmare e/o ritirare i moduli con la griglia per le firme

– Csa Next-Emerson – via di Bellagio 15

– Circolo di Castello – via R. Giuliani 374

– Tabaccheria – via R. Giuliani 140 r

– Inviare una mail a assemblea@csaexemerson.it

Su https://soscastello.noblogs.org/ sono presenti i documenti citati nel testo raccolta firme

Qui sotto il testo da firmare

Report assemblea di quartiere del 5 ottobre

L’assemblea di quartiere è stata chiamata ad ottobre perché nei prossimi mesi verrà presentato il piano operativo della città di Firenze. L’adozione di questo piano quinquennale ci interessa direttamente perché con esso si prenderanno delle decisioni a lungo termine. Come abitanti abbiamo la possibilità di presentare delle osservazioni, ovvero delle proposte formali verso il Comune nelle quali possiamo proporre interventi, variazioni e soluzioni a problematiche legate al quartiere.

Il Csa NextEmerson ha indetto questa assemblea in quanto realtà presente nel quartiere di Castello. Ci teniamo a tessere relazioni tra gli abitanti e a discutere con delle criticità, necessità e delle possibili proposte che possiamo fare anche in vista di questo piano operativo.

L’assemblea ha discusso due punti in particolare:

1) aggiornamenti sulla questione cerdec, nello specifico le analisi ambientali e un carteggio che abbiamo avuto in merito con l’arpat.

2) questione trasporti, quanto questo quartiere e’ integrato con il resto di firenze e raggiungibile. In particolare un riferimento specifico alle bici e ai percorsi ciclabili.

1) Nel corso dell’assemblea, abbiamo ripreso il discorso sullo stato attuale della bonifica dell’ex area industriale Cerdec, tematica discussa durante l’assemblea scorsa di marzo. Su quest’area, già oggetto di bonifica nel 2006, infatti ancora è in corso un piano di indagine sulla potenziale contaminazione di suolo e acque di falda. Il piano di recupero approvato che vede la creazione di parecchie villette non può difatti procedere finché non si certifichi l’assenza di contaminazione conforme alla nuova destinazione d’uso residenziale. Il piano di indagine che il proprietario è obbligato a fare su richiesta esplicita di Arpat e Regione, richiede anche la verifica e confronto di molti inquinanti con soglie critiche più ristrettive in materia ambientale. Dalle prime analisi effettuate in contradditorio dall’arpat diversi contaminanti (idrocarburi, metalli pesanti..) nel suolo e nell’acqua di falda sono stati trovati oltre i limiti di legge.

Abbiamo analizzato un campione di acqua di pozzo presso un privato in via giuliani al confine con la cerdec, e alcuni metalli quali selenio e boro sono risultati superiori ai limiti per le acque potabili e sotterranee. Considerando che il pozzo dal quale è stato fatto il prelievo si trova a valle della zona industriale in questione, sotto la quale oltretutto passa il bacino idrografico di Monte Morello, questi metalli (specialmente il selenio) potrebbero essere collegati a una potenziale contaminazione dovuta alla lavorazione e produzione di smalti per ceramica, prima del Colorificio Romer – dal dopoguerra – e dopo della Cerdec-Degussa – fino agli anni novanta.

Ci siamo messi in contatto con arpat per richiedere spiegazioni e aggiornamenti sulla bonifica fatta e sullo stato attuale delle indagini. Abbiamo richiesto che venga ampliato il monitoraggio ai pozzi limitrofi per accertare l’assenza di contaminanti e danni al quartiere. Arpat ci ha risposto spiegandoci l’iter di bonifica. Inoltre, si sono messi in contatto con il proprietario del pozzo per fare delle analisi. A settembre i tecnici dell’Arpat sono venuti a prelevare un campione di acqua dal pozzo interno alla cerdec ma non sono riusciti a prelevare il campione presso il pozzo privato perché non c’era abbastanza acqua.

Nei prossimi giorni, vedremo di rimetterci in contatto con loro per sollecitarli a venire, perché a fronte della condizione di abbandono di un sito ex industriale e a fronte dell’esito delle nostre analisi, non possono sottovalutare questo problema. Inoltre, continueremo a ribadire la necessità di ampliare il monitoraggio alle aree residenziali confinanti con la cerdec perché non è possibile che il monitoraggio di un’area che ha inquinato per anni sia limitato ai confini catastali della cerdec.


Una delle proposte potrebbe essere quella di individuare alcuni punti noti di campionamento e che periodicamente vengano controllati. Inoltre, vorremmo che venisse fatto monitoraggio anche durante la costruzione delle villette nel caso in cui il progetto partisse perché è importante avere la garanzia che la terra che smuoveranno con le lavorazioni profonde (sono di fatti programmati garage privati sottoterra) non provochi rilascio di inquinanti per anni rimasti interni all’area.

Nel caso in cui il progetto non dovesse partire, non riteniamo giusto che lo spazio venga abbandonato. Una superficie di di oltre 6 ettari non può essere lasciata all’abbandono perché si tratta di un’occasione di riutilizzo di uno spazio ampio sprecata per il nostro quartiere che ha bisogno di spazi collettivi pubblici.


A questo punto ci siamo scambiati un po’ di idee su come provare a intervenire per bloccare il progetto o quantomeno imporgli di aggiungere spazi utili per il quartiere. è stato proposto un esposto, accompagnato magari da una raccolta firme, per obbligare il costruttore alla bonifica e per richiedere monitoraggi estesi. Altri hanno proposto di cominciare con una raccolta di firme capillare, spostandoci piu’ in generale sulla richiesta di spazi pubblici nel quartiere: dovremmo interloquire anche con l’atletica castello, perche’ di fatto questi anni ha sopperito alla mancanza di piazze e spazi, non vorremmo che interpretassero questa richiesta in termini di competizione.
Ci siamo detti che l’impegno primario deve essere quello di coinvolgere di piu’ le persone, siamo troppo pochi e dovremmo essere di piu’ vista la posta in gioco.

2) Il quartiere manca di collegamenti, è lasciato in disparte dai mezzi pubblici e non ci sono ciclabili. Dovrebbero fare una superciclabile da Prato a Firenze che passa dalla piana e si collega alle altre piccole ciclabili. Vorremmo proporre di realizzare dei collegamenti tra la nostra zona e questa futura superciclabile in quanto è importante incentivare la micromobilità con micro piste che collegano più punti strategici in modo da disincentivare il traffico.
A questo punto, ci sono state diverse proposte e possibili idee perchè in tanti di noi girano con i mezzi pubblici ed in bicicletta e conoscono molto bene quali sono le criticità ed anche le possibilità di collegamento con altre ciclabili.

Anche la situazione generale dei trasporti pubblici è molto peggiorata, soprattutto con il cambio di società (autolinee toscane). Già la zona Castello-Sodo era stata abbandonata da servizi pubblici, ora il problema è peggiorato. Abbiamo parlato della mancanza di coincidenze con bus e tramvia perchè non è mai stata fatta una pianificazione.

Ci sono varie proposte in generale sulla mobilità che potremmo chiedere, magari unendoci ai lavoratori di Autolinee Toscane che stanno portando avanti una mobilitazione sul posto di lavoro e studiare insieme a loro una proposta per il trasporto pubblico nel quartiere.

Le prossime attività riguarderanno la scrittura e diffusione del modulo raccolta firme. È importante che il modulo venga fatto girare in tutto il quartiere. Per la scrittura del modulo, il prossima appuntamento è per sabato 29 ottobre alle 16:00 al centro sociale di via di bellagio 15. Chiunque è benvenuto a partetecipare alla stesura e dare un supporto alla diffusione dei moduli. Appena il modulo sarà pronto, lo renderemo disponibile in modo che tutte/tutti possiamo iniziare a farlo girare.

Mercoledì 5/10 ore 21.00 – assemblea di quartiere

Un incontro aperto su Castello ed il Sodo,i collegamenti con il trasporto pubblico, la salute degli abitanti del quartiere ed il recupero della area ex-Cerdec.

Lo scorso Marzo ci siamo ritrovati in tanti per una vivace assemblea di quartiere dove sono state discusse problematiche, necessità e idee tra gli abitanti di Castello e del Sodo.

Seguendo la motivazione iniziale per la chiamata all’incontro, la questione ambientale e sanitaria è stata centrale facendo riferimento alle condizioni delle aree ex-Seves ed ex-Cerdec.

I risultati delle analisi che abbiamo fatto eseguire (da un laboratorio certificato) sulle acque di un pozzo privato in via R.Giuliani, confermano la presenza di acqua non potabile e quella, oltre i limiti di riferimento, di Selenio e Boro.

Come discusso durante l’ultima assemblea, abbiamo quindi contattato l’Arpat riportando i risultati delle nostre indagini e quindi richiedendo ed ottenendo ulteriori chiarimenti e verifiche, che vorremmo condividere con gli abitanti del quartiere.

Anche al netto  delle gravi mancanze di progettazione per il recupero di un’area così grande dentro un quartiere scarno di punti di aggregazione rionali come mercati e piazze, ci sembra piuttosto  assurdo che la bonifica di uno scarto industriale come la ex-Cerdec possa limitarsi ai soli confini catastali, considerato come non a caso queste tipologie di fabbriche si trovino vicino alle falde acquifere di zona.

Nei prossimi mesi verrà adottato anche il nuovo Piano Operativo (versione condensata del vecchio Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico), che a livello comunale altro non è che un momento caotico in cui si decide gran parte delle sorti urbanistiche del territorio per i prossimi 5 anni.

Il pessimo storico dell’amministrazione ci ha ormai abituato ad una scarsissima attenzione verso le esigenze dei quartieri e a manovre truffaldine come quelle in cui si cambiano le destinazione di aree dismesse per favorire il palazzinaro di turno. Crediamo quindi sia importante farsi trovare preparati a questo appuntamento in quanto la fase di adozione del nuovo Piano è l’unico momento in cui la cittadinanza può presentare delle osservazioni ufficiali.

Tramite questi strumenti abbiamo quindi intenzione di continuare a fare pressioni sicuramente in merito alla sopracitata questione ambientale-sanitaria, ma anche su altre criticità del quartiere come ad esempio la scarsità di trasporti e collegamenti, la tutela del patrimonio storico artistico locale e l’assenza di spazi verdi pubblici e piazze.

Vorremmo quindi condividere con il quartiere anche queste informazioni come d’altra parte ci piacerebbe discutere con voi di eventuali ulteriori proposte nell’ottica di creare un percorso partecipato comune.

Ci ritroviamo quindi mercoledì 5 Ottobre ore 21.00 al Circolo di Castello in via R.Giuliani 374 per un’assemblea aperta di zona: abbiamo fatto un primo passo, adesso dobbiamo continuare a muoverci come collettività e difendere il nostro quartiere. 

Il quartiere è di chi lo vive, non di chi se lo compra!

csa Next Emerson                  assemblea@csaexemerson.it

domenica 10 aprile h 13.00 – pranzo sociale di quartiere

Domenica 10 aprile h 13.00 – pranzo sociale di quartiere nello spazio all’aperto del Centro Sociale

menù
antipasto + primo + grigliata mista + contorno + vino e acqua

anche per vegetariani e vegani

info e prenotazioni al 347 592 2888
oppure assemblea@csaexemerson.it

il ricavato sarà usato per coprire le spese della costruzione
del bagno per disabili

dopo pranzo presentazione delle attività
del Centro Sociale

Mer 23/03 h 21.00 – Assemblea di quartiere c/o circolo di castello

Gli ultimi difficoltosi anni ci hanno ricordato quanto sono importanti le comunità solidali, mentre il territorio a noi viene trasformato arbitrariamente stravolgendo il tessuto sociale che ne fa parte e ci vive.

Il quartiere di Castello è stato, e purtroppo è, teatro di numerose abbuffate speculative quartiere e sciatte pianificazioni urbanistiche in cui le esigenze e attenzioni verso gli abitanti sono regolari messe in secondo piano rispetto al profitto ed interesse di pochi. 

Nei fatti, mentre mancano piazze, strutture sanitarie, spazi verdi pubblici il quartiere viene ciclicamente minacciato da ulteriori cementificazioni sotto forma di villette in un territorio già denso di persone, ironicamente sostenute come inevitabili soluzioni per il recupero di vecchie strutture andate a male, come quelle dell’ex Cerdec .                                   

Da ridere però c’è ben poco considerato quanto queste proposte facciano emergere la  noncuranza con cui costruttori ed amministratori sottovalutano le possibili nocività legate allo stoccaggio di materiale contaminato proveniente da questi ecomostri industriali ed alla piu che probabile immissione di inquinanti nei terreni e nella falda circorstante.                                  

La conversione di questi luoghi dovrebbe avere come prioritaria la riqualificazione paesaggistica, ambientale e sanitaria dell’area stessa, garantendo monitaraggi continui e trasparenti ai cittadini e alle cittadine della zona.                                

Per il quartiere sano, vivibile e solidale che vogliamo la partecipazione attiva e critica alla discussione pubblica diventa quindi inevitabile, soprattutto in un contesto emergenziale come quello attuale in cui è costante il ricorso delle amministrazioni a tardive e malcomunicate deroghe e varianti.                                 

Siete quindi tutte e tutti invitati il 23 marzo alle ore 21.00 al Circolo di Castello in via R . Giuliani 374 per un confronto aperto sulle esigenze e criticità del quartiere, cercando di capire insieme come muoverci e tutelarci.

Csa Next Emerson

Domenica 19 dicembre – camminata a fonte giallina

Domenica 19 Dicembre camminata a Fonte Giallina

Partenza ore 10.00 dal Csa Next-Emerson, via di Bellagio 15 (zona Castello)

La camminata è leggermente in salita. Buona parte su strada, ma una parte è nel bosco, Servono scarponcini.

Durata circa 90 minuti per l’andata e 60 minuti per il ritorno

Al ritorno ci saranno panini, dolci e bevande al Csa Next-Emerson

Cancellata in caso di maltempo

Domenica 8 Agosto – apertura spazio quilombo e proiezione di “louise-Michel”

Lo Spazio Quilombo apre alle 18.00

Dalle 21.30 proiezione di “Louise-Michel” – Regia di Benoit Delepine e Gustave Kervern

Prima vessate con orari e turni infami e successivamente lasciate senza un lavoro dall’improvvisa chiusura fallimentare dello stabilimento tessile dove lavorano, un pugno di operaie riunitesi per decidere che fare con i soldi della liquidazione …

Una commedia di resistenza sul nuovo proletariato francese.

Il titolo è un omaggio a Louise Michel, rivoluzionaria francese che combatté con la Comune di Parigi del 1871 e per i diritti dei lavoratori durante la sua vita.

Lo spazio Quilombo è all’aperto con entrata dal secondo cancello

Martedì 13 luglio dalle h 9.00 piazza beccaria – presidio contro l’asta dell’area del Csa next-emerson

Martedì 13 luglio presso uno studio notarile in Piazza Beccaria si terrà l’asta dell’area del Csa Next-Emerson

Se l’asta verrà aggiudicata il Next-Emerson rischia lo sgombero.

Il Next-Emerson non si vende !

Non tutta la città è in vendita !

Sapevamo che sarebbe giunto questo momento: il nostro centro sociale è stato messo all’asta per essere demolito e lasciare spazio all’ennesima speculazione edilizia. Non hanno chiaro che i muri che vorrebbero vendere in realtà sono molto più difficili da abbattere di quanto credono. Contengono ed espandono un humus culturale creativo e libertario che ha una storia trentennale, autogestito da un collettivo unito nella necessità di lottare per mantenerlo vivo il più a lungo possibile. Per tutto ciò vogliamo gridare a gran voce, uniti e decisi, che non lasceremo mai che i nostri spazi ci vengano portati via! Impediremo qualsiasi azione che danneggi i nostri muri, siano essi fisici o politici, non ci spaventeremo. 

Qui sotto alcuni link ad articoli che abbiamo scritto rispetto a questa problematica:

Vogliono vendere il next-Emerson, il Next-Emerson non si vende

L’area del Csa Next-Emerson all’asta e altre criticità nel quartiere di Castello

La questione asta del Csa nEXt Emerson non si comprende appieno se non la si accosta alle trasformazioni urbanistiche che incombono sul borgo di Castello. Escludendo l’aeroporto, che è il nodo principale in questa parte di città e focalizzandosi solo sulla zona borgo storico e Sodo possiamo individuare alcune criticità emblematiche dell’atteggiamento dell’amministrazione fiorentina e dei proprietari di grosse aeree della zona.

Una prima vicenda che vorremmo provare a illustrare è piccola ma esemplare. In via Chiuso dei Pazzi ai tempi dell’amministrazione Domenici viene costruita una bretella stradale che taglia in due i campi presenti e unisce la zona collinare con la rotonda del Sodo, nei pressi della Chiesa San Pio X. Come “compensazione” per l’opera viene promessa, ma mai realizzata, l’acquisizione dei terreni circostanti per restituirli alla cittadinanza come verde pubblico. Dopo l’insediamento della giunta
Renzi, nel quartiere si svolgono assemblee e iniziative per reclamare l’esproprio dell’area promessa e la costituzione di un giardino comunitario in gestione agli abitanti. La cosa assume dei toni a tratti surreali, come quando a una passeggiata/corteo di quartiere, che ripercorre a ritroso via Chiuso dei Pazzi dal Sodo a via Dazzi, i manifestanti si ritrovano scortati da camionette delle forze dell’ordine. 
La Giunta comunale ha la coda di paglia sulla questione. In seguito alle iniziative degli abitanti e dopo una richiesta formale del consiglio di quartiere per reclamare nuovamente il giardino, viene approvata la seguente mozione in consiglio comunale, di cui riportiamo il testo qui di seguito: “vista la mozione sul Giardino Comunitario del Sodo approvata dal Consiglio di quartiere 5 con deliberazione n. 50038/12 del 19/9/2012; dato atto dell’importanza degli spazi verdi quale luogo d’incontro non per i residenti del q. 5, ma per tutta la cittadinanza; impegna il sindaco a far si che l’area oggetto di richiesta di acquisizione, sia destinata a finalità che vedano accolte le aspettative dei cittadini.”

Era il 2013, sono passati 8 anni, l’area continua a essere di un privato che nel frattempo ha pensato bene di mettere a frutto i terreni e, con una manovra da giocoliere, ha edificato l’anno scorso una prima antenna per telefonia mobile e sta concludendo in questi giorni la posa in opera della seconda. La sua abilità è consistita principalmente nello schivare per pochi metri il vincolo ambientale/paesaggistico della buffer zone, che per l’appunto inizia qualche metro più in là.
L’operazione è oggetto di alcune interrogazioni, alle quali seguono dei rilievi dell’Arpat e del Comune, che sostanzialmente conclude: l’operazione fa schifo, ma non possiamo farci niente, perché schiva ogni vincolo e rimane solo quello archeologico, che però viene rispettato.
Confrontando diverse mappe di quei terreni e limitrofi sono però evidenziati in più di una i resti dell’acquedotto romano, che sembrano terminare proprio nei pressi della nuova antenna. Ci domandiamo se il comune si sia veramente impegnato in questa operazione di verifica.

Inoltre in tutte le risposte alle interrogazioni sulla vicenda non c’è mai traccia, neanche come mea culpa, del fatto che il problema non sarebbe esistito se quell’area fosse stata restituita a verde pubblico come da impegno iniziale, e che comunque quel giardino comunitario promesso nel 2013 non è mai stato realizzato. Questa vicenda nella sua storia minuta e specifica, è però paradigmatica del modus operandi dell’amministrazione, di grandi proprietari e costruttori.

Spostandoci un poco più a nord e entrando nel borgo di Castello, troviamo la storica Casa del Popolo, accanto all’ex asilo Ritter, uno stabile occupato, ora all’interno di un percorso di autorecupero, e alle spalle di entrambi, l’enorme area dell’ex Cerdec. Si tratta di 40 mila metri quadri di capannoni e terreni, acquistati da un consorzio di aziende edili con un progetto che, se realizzato secondo le previsioni, porterà a uno sconvolgimento della struttura del quartiere.
L’inserimento di unità abitative porterà a una crescita dei residenti non facilmente quantificabile, ma comunque nell’ordine di diverse centinaia con l’attuale popolazione del quartiere di circa 3000.

Una trasformazione di questo tipo pone non pochi problemi: le scuole che non sono già sufficienti ora; le strade con le uniche arterie di scorrimento che sono via Reginaldo Giuliani e la Sestese e il resto che sono vie storiche strettissime a senso unico con a lato case. Il trasporto pubblico, che si è parecchio complicato in questi anni, con l’istituzione dello scambio obbligato con la tramvia in piazza Dalmazia. La sanità con l’unico presidio Asl della zona che è stato smantellato da tempo. Tutto questo in un’area che sta a ridosso delle Ville Medicee patrimonio Unesco, e in particolare è separata da villa Corsini solo da via Ricci, una stradina larga 3 metri.

Non ultimo il verde pubblico, che nel progetto è stato relegato in aree di difficile raggiungibilità sul retro degli edifici, quasi a sembrare un giardinetto condominiale e e che sostanzialmente diventa un valore aggiunto per la proprietà invece che una reale fruizione pubblica. L’area è in stato di demolizione e bonifica e i rilievi precedenti sottolineavano la presenza di metalli pesanti dovuti alla passata attività produttiva. Gli edifici si caratterizzano per la presenza di amianto, ampiamente utilizzato negli anni ’80 come isolante. Completamente immersi nell’abitato dovranno quindi essere bonificati, e andrà verificato che i metalli non siano presenti nelle falde acquifere. Si dovrà quindi procedere alla demolizione e riedificazione, con il conseguente transito di automezzi pesanti per anni e costante presenza di polveri dovute ai cantieri.In che modo è stato comunicato tutto questo alla cittadinanza? Qualcuno gli ha chiesto se sono contenti ?

Spingendosi quasi al confine con Sesto, giungiamo infine all’area di via di Bellagio, che da più di 15 anni ospita il Csa nEXt Emerson. Abbiamo già dato ampi cenni sulla questione in comunicati e articoli precedenti ma vogliamo aggiungere alcune cose possibili e concrete. In particolare la richiesta , riportata anche da fonti giornalistiche, da parte di un soggetto privato del cambio della destinazione d’uso di una parte dell’area, per essere destinata a ricettivo, quindi in strutture alberghiere/turistiche

Una mossa prevedibile viste le dimensioni ridotte dell’area e la presenza di molti vincoli urbanistici, che non la rendono un affare se non per strutture di lusso. L’area concluderebbe in questo modo il proprio percorso speculativo: acquistata per circa 200 mila euro come area dismessa a destinazione industriale, aumenta il proprio valore a 2,7 milioni di euro, senza fare nulla, solo per effetto del cambio di destinazioni d’uso in residenziale, cioè un atto amministrativo.

Un nuovo scatto potrebbe avvenire con questo passaggio. È interessante e insieme spaventoso notare come quattro parole su un foglio di carta possano innescare un tritacarne per la nostra esperienza. Ci domandiamo, senza aspettarci una risposta, in che modo si possa pensare che un sistema basato su queste regole, sia in grado anche solo di aspirare a produrre qualcosa di giusto e dignitoso. Con buona pace del nuovo rinascimento fiorentino, della Firenze non dipendente dal turismo, e tutti gli slogan di cui ci si riempie la bocca. Vedremo se la linea pubblicizzata dalla Giunta Comunale di non concedere più cambi di destinazione d’uso in questo senso rimarrà lettera morta per l’area del nEXt Emerson e tutte le aree soggette alla turistificazione

Rimane la determinazione e il fatto che noi non intendiamo andarcene da qui e quello che abbiamo innescato è un processo inverso e virtuoso di segno opposto alla svendita del patrimonio pubblico a privati. Con la nostra pratica abbiamo fatto diventare a fruizione pubblica un’area privata, un percorso che portiamo avanti da anni e che ha fatto diventare di fatto l’area del Csa Next-Emerson un bene collettivo e un argine alla speculazione edilizia.

Vogliono vendere il Next-Emerson, il Next-Emerson non si vende !

Martedì 13 Luglio h 9.00 Piazza Beccaria – Presidio contro l’asta