Archivi tag: riparazione

brugole e merletti 2022

** SAB 7 + DOM 8 MAGGIO 2022 **

E se un’orda di zombie ti inseguisse? Con una bici elettrica autocostruita potresti dargli del filo da torcere.
E se un’alluvione ti zuppasse il guardaroba? Potresti recuperare i vestiti che non metti e ritrasformarli nel tuo nuovo stile.
E se un fungo atomico ti lasciasse col dubbio di essere rimasta l’unica persona sulla terra? Con la tua loop antenna potresti ascoltare le onde medie e rassicurarti che Radio Wombat trasmette ancora.
E se la mamma decidesse di smettere di rammendarti i calzini? Potresti sbeffeggiarla sfoderando le tue nuove capacita’ sartoriali.

Per le apocalissi dell’oggi e del domani.. potete contare su Brugole e Merletti!

Tutti i dettagli del programma su: https://doityourtrash.noblogs.org/

[SABATO 07 MAGGIO]

dalle 10.30
Falegnameria di base
Elettricità casalinga
Cartoline pop-up

alle 13
Pranzo
benefit Cassa di resistenza Si-Cobas Prato

dalle 15.30
Occhi a me!  (parte prima)
Cucito
Laboratorio di spot radiofonici
Ciclofficina

alle 20.00
Cena
benefit spese legali Occupazione di via Toselli

Alle 22.00
Live: Metamorphosen + MalClango

[DOMENICA 08 MAGGIO]

alle 11
Tessuto aereo

alle 13.00
Pranzo
benefit spese legali Occupazione di via Toselli

dalle 15.00
Laboratorio di autoriparazione
Occhi a me! (parte seconda)
Laboratorio di bigiotteria di recupero
Salva la vita a un grafico/a: fatti le tue locandine! 
Falegnameria di base

Brugole e merletti 2015

Eccoci arrivati alla terza edizione di Brugole e merletti!
Di seguito il programma.
Tutte le info complete su http://doityourtrash.noblogs.org

programmaVen 17 aprile

Sab 18 aprile

 

Ma cos’e’ Brugole e Merletti ???

Negli ultimi cinquant’anni si e’ fatta strada nelle nostre vite un’insistente idea di progresso. Il benessere individuale si misurava in soldi, macchine e elettrodomestici, la crescente padronanza nell’uso delle tecnologie informatiche ci avrebbe affrancato dalla schiavitù del lavoro. L’informatica e la microelettronica sono state elette a scienze del futuro, i tecnici sacerdoti di una casta oscura. Eppure smontare un computer non è molto diverso da smontare un motore. La tecnologia del progresso era una tecnologia inaccessibile e lontana, determinata dall’alto e guidata da scelte di mercato. Saper lavorare la terra, conoscere i ritmi delle stagioni, essere in grado di intrecciare cesti, riparare macchine diventava il simbolo di un “vecchio mondo”. Il mondo nuovo, quello veloce e elettronico, ci avrebbe liberato: ci avrebbe dato cibo in abbondanza senza farci faticare, ci avrebbe riempito di cianfrusaglie bellissime, di plastica usa e getta, di una frivola e rilassata agiatezza.

Arrivati ad oggi pero’ è sempre piu’ difficile riuscire seriamente a sostenere l’ideologia di un progresso le cui macerie e devastazioni crescono di giorno in giorno. Abitiamo un mondo soffocato dal cemento, dalla plastica e dai rifiuti, la tecnologia, lungi dall’affrancarci, ci ha invece reso ancora piu’ dipendenti e ansiosi.
Traditi da un’idea falsa e inconsistente, ci siamo ritrovati un bel giorno spiazzati, con delle mani sempre piu’ inutili e incapaci di sopravvivere senza un supermercato aperto.
Triste è il futuro, se non impariamo da capo le conoscenze che abbiamo perso, vuote le critiche, se non alleniamo il cervello a una pragmaticità della sopravvivenza.

Dobbiamo riproporci di diventare abili in mille tecniche, utilizzare la curiosita’, ibridare le specializzazioni, recuperare le vecchie capacita’ perdute e unirle alle possibilita’ date dai nuovi strumenti. Una stampante 3D ci aiuterà a riparare un tornio, un software open source ci permettera’ di entrare nella centralina della nostra automobile..
Non e’ importante la tecnica, e’ importante l’approccio. Sporcarsi le mani imparando collettivamente e’ l’essenza dell’autogestione.

Brugole e Merletti 2014

brugole2014FLYER-FRONTE Brugole e Merletti 2014
Ven 11 e Sab 12 Aprile

Programma completo, descrizioni dei seminari e altre info su:
http://doityourtrash.noblogs.org

Negli ultimi cinquant’anni si e’ fatta strada nelle nostre vite un’insistente idea di progresso. Il benessere individuale si misurava in soldi, macchine e elettrodomestici, la crescente padronanza nell’uso delle tecnologie informatiche ci avrebbe affrancato dalla schiavitù del lavoro. L’informatica e la microelettronica sono state elette a scienze del futuro, i tecnici sacerdoti di una casta oscura. Eppure smontare un computer non è molto diverso da smontare un motore. La tecnologia del progresso era una tecnologia inaccessibile e lontana, determinata dall’alto e guidata da scelte di mercato. Saper lavorare la terra, conoscere i ritmi delle stagioni, essere in grado di intrecciare cesti, riparare macchine diventava il simbolo di un “vecchio mondo”. Il mondo nuovo, quello veloce e elettronico, ci avrebbe liberato: ci avrebbe dato cibo in abbondanza senza farci faticare, ci avrebbe riempito di cianfrusaglie bellissime, di plastica usa e getta, di una frivola e rilassata agiatezza.

Arrivati ad oggi pero’ è sempre piu’ difficile riuscire seriamente a sostenere l’ideologia di un progresso le cui macerie e devastazioni crescono di giorno in giorno. Abitiamo un mondo soffocato dal cemento, dalla plastica e dai rifiuti, la tecnologia, lungi dall’affrancarci, ci ha invece reso ancora piu’ dipendenti e ansiosi.
Traditi da un’idea falsa e inconsistente, ci siamo ritrovati un bel giorno spiazzati, con delle mani sempre piu’ inutili e incapaci di sopravvivere senza un supermercato aperto.
Triste è il futuro, se non impariamo da capo le conoscenze che abbiamo perso, vuote le critiche, se non alleniamo il cervello a una pragmaticità della sopravvivenza.

Dobbiamo riproporci di diventare abili in mille tecniche, utilizzare la curiosita’, ibridare le specializzazioni, recuperare le vecchie capacita’ perdute e unirle alle possibilita’ date dai nuovi strumenti. Una stampante 3D ci aiuterà a riparare un tornio, un software open source ci permettera’ di entrare nella centralina della nostra automobile..
Non e’ importante la tecnica, e’ importante l’approccio. Sporcarsi le mani imparando collettivamente e’ l’essenza dell’autogestione.